Avanti piano, Crocetta spera

Avanti piano, Crocetta spera

Avanti piano, Crocetta spera

Il punto. Prove d'intesa con l'opposizione sulla Finanziaria. Clima più sereno nella maggioranza. Ma la strada rimane ancora in salita. Il vero scoglio, però, restano i possibili rilievi del Commissario dello Stato

PALERMO – Il governo  va avanti piano e a vista. Nell’insidioso cammino della Finanziaria a Sala d’Ercole, i nodi da sciogliere restano in abbondanza. E l’Aula continua dunque ad accantonare tutte le questioni più spinose attendendo un accordo di cui ancora non c’è traccia. Rosario Crocetta spera ancora che l’opposizione alla fine darà in qualche modo una mano a chiudere la partita. Ma al momento, malgrado i proclami carichi di ottimismo del segretario dell’Udc Giovanni Pistorio, il governatore non si può fidare troppo nemmeno della sua maggioranza. Che ha tenuto, fin qui sulle faccende meno complicate, ma all’interno della quale qualche divergenza resterebbe. Oggi al governo, che si trova in una evidente posizione di debolezza, è toccato ancora una volta mediare, riscrivendo ad esempio la norma sui fondi alle Province in modo di accogliere delle proposte dell’opposizione. Proprio dai banchi avversi al governo, Crocetta potrebbe ottenere quell’aiuto utile per mettere al sicuro la manovra, e il governo, da eventuali ulteriori fibrillazioni interne alla maggioranza. Dove però oggi è tornato il sereno, grazie alla riscrittura della norma sui forestali da parte dell’assessore Cartabellotta, che ha ricevuto il plauso dell’Aula, opposizioni incluse. Un buon punto a favore della giunta.

La strada resta in salita ma alla fine, si sa, in un modo o nell’altro una finanziaria all’Ars la si vota sempre. E i segnali di oggi hanno incoraggiato il governo e la maggioranza. Le cui distanze dal Movimento 5 Stelle si fanno sempre più siderali. L’ultimo spunto di polemica è stato rappresentato dallo sconto sulle royalties alle compagnie petrolifere, che ha fatto gridare allo scandalo i grillini e che il governo ha difeso spiegando che non si possono far scappare via le imprese, pur richiedendo loro il massimo impegno nella salvaguardia della salute. Ma non è questo a impensierire il governo. Che in questa fase, deve preoccuparsi soprattutto di scansare un altro genere di “critiche”, quelle che potrebbero arrivare dal commissario dello Stato, mettendo a rischio le proroghe dei precari. Ecco perché la caccia ai tagli continua, con grande fatica e fino all’osso, per presentare conti quanto più possibile inattaccabili dal rappresentante del governo.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI