Baccaglini: "Non temo perplessità |Zampa punto di vista alternativo" - Live Sicilia

Baccaglini: “Non temo perplessità |Zampa punto di vista alternativo”

Il presidente del Palermo spera in un closing anticipato: "Vorrei fosse già oggi".

calcio - serie a
di
2 min di lettura

PALERMO – Il peso della diffidenza non lo avverti quando pensi a realizzare un progetto che può sancire una svolta lungo il proprio percorso professionale, oltre che per una società da qualche anno alla ricerca di un’identità precisa. Paul Baccaglini afferma di avere le idee chiare: “La gente mi incontra e mi chiede del closing, un po’ come quando le figlie chiedono del Natale. Speriamo di levarci presto questo pensiero. Non c’è alcun inganno, solo date che verranno rispettate. Non mi spaventano le perplessità dell’ambiente, ci sono abituato. Al massimo costituiscono degli stimoli”.

Il calcio è un fenomeno sportivo ma anche sociale secondo il presidente rosanero, che fa un esempio piuttosto chiaro in tal senso: “I calciatori hanno delle responsabilità. Al reparto oncologico c’era un bambino che soffriva e la mamma che piangeva. Questo bambino era senza capelli ma con una cappellino del Palermo e un plaid rosanero che non toglie mai. Chi va in campo deve lasciare sudore, gol, polmoni e cuore per ricambiare l’affetto della città. La salvezza? Abbiamo lo stesso metodo della Ferrari – spiega Baccaglini al Corriere dello Sport -, tutti uniti per lo stesso obiettivo. Anche noi abbiamo tante Mercedes da superare”.

Il confronto con Zamparini rimane, anche se per il proprietario uscente non pare esservi più spazio: “Zamparini è una persona che può suggerirti un punto di vista alternativo, c’è sempre qualcuno da cui attingere”. Il neo presidente intende concentrarsi sul futuro: “Sento il peso di un progetto che può cambiare la vita di molti, voglio dimostrare che la fiducia è stata posta sulla persona giusta. Il calcio è una miniera d’oro che non sfruttiamo. Va avanti come un telefono vecchio che urge trasformare in iPhone. Bisogna rompere con il passato e con i poteri – spiega Baccaglini -. Se posso spostare il calcio italiano anche solo di un metro è per il suo bene. In caso di resistenze cercherei di abbatterle. Dall’Italia ho preso l’amore per la famiglia, dall’America la monetizzazione del brand. Qui manca l’idea del business. Per esempio in Italia-Albania era la millesima gara di Buffon, vincevamo 2-0 ed andava sostituito per fargli prendere cinque minuti di applausi. Non è stato fatto, ritengo sia stato un errore”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI