Sporcizia e prodotti mal conservati | Chiusa una macelleria a Ballarò - Live Sicilia

Sporcizia e prodotti mal conservati | Chiusa una macelleria a Ballarò

I carabinieri durante il blitz a Ballarò

Chiusa la macelleria "Fava" di piazza del Carmine. Denunciato il titolare della trattoria Franco Franchi. Settanta chili di alimenti sono invece stati sequestrati dai carabinieri.

Palermo
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PALERMO – La zona di Ballarò al setaccio, con ispezioni e controlli tra i vicoli dello storico mercato che hanno condotto i carabinieri del Comando provinciale di Palermo, del Nas e del nucleo Ispettorato del lavoro a due arresti e tre denunce, comprese quelle ai titolari di due attività commerciali, una delle quali è stata chiusa. Si tratta della Macelleria “Fava”, in piazza del Carmine, dove i militari hanno trovato irregolarità di ogni tipo, a partire dalla mancata comunicazione dell’inizio dell’attività.

I dipendenti, inoltre, non avevano mai ottenuto l’attestato di formazione alimentarista. Ma non finisce qui, perché nel locale sono state accertate gravi carenze igienico-sanitarie, con tanto di scaffali arrugginiti, pavimentazione irregolare e controsoffitto privo di manutenzione. Alimenti in cattivo stato di conservazione, invece, nella trattoria-pizzeria “Franco Franchi” di via Ballarò, dove i carabinieri hanno sequestrato settanta chili di prodotti: originariamente freschi erano stati congelati o conservati in secchi e bacinelle.

Nella trattoria sono inoltre state trovate attrezzature con incrostazioni e aree della cucina in preda alla sporcizia. Il titolare è stato denunciato. Uno degli arresti è invece scattato per un rumeno che viaggiava a bordo di un’auto rubata. Alla vista dei carabinieri si è dato alla fuga abbandonando il mezzo per strada e dileguandosi a piedi, ma è stato bloccato dopo un breve inseguimento ed arrestato: è accusato anche di ricettazione, visto che nella macchina sono stati trovati oggetti atti allo scasso.

In manette pure un nigeriano trovato in possesso di sei grammi di eroina già confezionata e pronta per essere spacciata. I carabinieri nella zona di Ballarò hanno controllato 32 auto ed elevato dodici contravvenzioni, sequestrando cinque veicoli perché senza copertura assicurativa. Denunciati anche un immigrato che non aveva la patente, ma guidava uno scooter, e un sorvegliato speciale palermitano, in giro per le strade dell’Albergheria in compagnia di un pregiudicato.


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Commenti

    Non dico in tutti ma in quasi tutti i quartieri di palermo ci vuole l’esercito che vigila 24 ore su 24 per educare i palermitani al senso civico

    Ma avete visto dove scaricano gli scarti di macellazione tutte le macellerie del mercato?
    E’ veramente disgustoso percorrere le strade con i cassonetti ricolmi di frattaglie ed ossa.
    Ma, ai commercianti non viene richiesta alcuna certificazione relativa allo smaltimento, considerato che sono rifiuti speciali?
    Vincenzo

    I possibili titoli di questo racconto:
    La legge è uguale per tutti?
    Quale stato?
    Lo stato ed il non stato?
    La legalità a macchia di leopardo è l’illegalità dimostrata.
    Una possibilità di essere una città normale.
    Vogliamo cominciare un dialogo con le persone di questa città di qualsia ceto, estrazione, quartiere per condividere uno spazio legale che si chiama città di Palermo?

    Un giorno un mafioso viene fatto arrestare. Un suo bene viene sequestrato ed affidato ad un’associazione. L’associazione apre un pub e comincia un’attività di legalità in un area altamente anarchica meglio mafiosa, meglio terra di nessuno. Il pub è un onta alla famiglia del mafioso così un “piccioto” , senza chiedere consiglio, sente il dovere di comprare 2 euro di benzina e dar fuoco al pub. Lo stato allora per far sentire la sua presenza organizza controlli serrati a tutte due sole attività della zona e si accorge che dopo 50 anni un esercizio commerciale non aveva dato comunicazione di inizio attività e che una nota trattoria congelava, senza autorizzazione pesce fresco, come fanno tutti i ristoranti del mondo.
    Naturalmente l’esercizio commerciale e la trattoria erano i più grossi della zona. Colpisci il più forte per dare l’esempio. Se avessero esteso i controlli a tappetto a tutte le attività della zona state sicuri al 100% li avrebbero chiuse tutte. Lo stato si è guardato bene dal farlo perché si sarebbero rischiata una rivoluzione.
    Non esiste secondo chi amministra la repubblica un tempo di transizione, una possibilità di credere che si possa cambiare, di potere cambiare fronte e passare alla legalità. A nessuno è venuto in mente di andare in quei luoghi e capire se le strade sono sfondate, se i posti di raccolta dei rifiuti sono delle montagne, se la dispersione scolastica è tra le più alte d’Italia, se era necessario formare i venditore per il trattamento delle merci etc.
    Le Sole dimostrazioni di forza servo a lasciare tutto per com’è: una città legale ed una illegale. L’importante è che quelli della città illegale non diano fastidio a quelli della città legale che vogliono lavorare nelle aree della città illegale.

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