Francia, due bambini di 2 e 4 anni trovati morti in auto: l'ipotesi

Temperature oltre i 40 gradi, due bambini muoiono intrappolati in auto

Bambini morti in auto
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La terribile scoperta e il triste epilogo nonostante i soccorsi

Due bambini di 2 e 4 anni morti all’interno di un’auto trasformata in una trappola mortale dal caldo estremo. È una delle tragedie più sconvolgenti legate all’ondata di calore che sta colpendo l’Europa, dove temperature superiori ai 40 gradi stanno causando vittime, emergenze sanitarie e pesanti disagi in diversi Paesi.

Bambini morti in auto, inutili i soccorsi

L’allarme è scattato intorno alle 13.20 nel quartiere Bois de l’Ubac di Carpentras, nel sud-est della Francia.

Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, hanno trovato i due bambini privi di sensi all’interno dell’automobile parcheggiata nel garage dell’abitazione di famiglia. Entrambi erano in arresto cardiocircolatorio.

I tentativi di rianimazione eseguiti dai sanitari si sono rivelati inutili e per i due piccoli non c’è stato nulla da fare.

Aperta un’inchiesta sulle cause della morte

Le autorità francesi stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto. Secondo alcune testimonianze, ancora al vaglio degli investigatori, i due fratellini sarebbero entrati autonomamente nel veicolo senza che i genitori se ne accorgessero, rimanendo poi intrappolati nell’abitacolo surriscaldato.

La Procura di Carpentras ha aperto un’indagine. La madre dei bambini, colpita da un grave stato di shock, è stata assistita dai soccorritori intervenuti sul posto.

Il caldo continua a fare vittime

La tragedia di Carpentras si inserisce in un quadro sempre più preoccupante. Secondo le autorità francesi, almeno altre 13 persone sono morte dopo essersi tuffate in fiumi, laghi e corsi d’acqua nel tentativo di trovare refrigerio dalle temperature eccezionali registrate negli ultimi giorni.

Le immagini diffuse sui social mostrano inoltre numerosi giovani impegnati in tuffi dai ponti del Canal Saint-Martin a Parigi, comportamenti che hanno spinto le autorità a lanciare nuovi appelli alla prudenza.

Francia e Italia alle prese con l’emergenza

La Francia ha attivato il massimo livello di allerta in 49 dipartimenti. Le conseguenze si fanno sentire anche nella vita quotidiana: 850 scuole sono state chiuse e diversi collegamenti ferroviari Intercity hanno subito cancellazioni o limitazioni.

Anche l’Italia continua a fare i conti con temperature elevate. Il bollino rosso interessa 16 città, tra cui Roma, Firenze e Milano. A Parma, nel fine settimana, oltre mille persone si sono rivolte ai pronto soccorso. Solo nella giornata di sabato sono stati registrati 370 accessi, molti dei quali riguardavano persone con più di 75 anni.

Problemi anche a Milano, dove alcuni cali di tensione della rete elettrica hanno provocato disservizi e costretto il Consiglio comunale a interrompere anticipatamente una seduta.

Oltre 40 gradi in gran parte d’Europa

L’emergenza caldo interessa numerosi Paesi europei. Nel Regno Unito il livello di allerta è stato portato dal colore arancione al rosso a causa delle temperature superiori ai 40 gradi.

In Spagna le autorità hanno deciso di spegnere i maxischermi installati per seguire i Mondiali, nel tentativo di evitare assembramenti e possibili malori.

Anche la Germania registra una situazione critica. In diverse città il termometro ha superato quota 40 gradi e l’Associazione tedesca di salvataggio ha invitato la popolazione a non sottovalutare i rischi dei bagni in laghi e fiumi dopo la morte di cinque persone annegate durante il fine settimana.

Gli esperti: attenzione ai soggetti più fragili

Le autorità sanitarie europee continuano a raccomandare particolare prudenza, soprattutto per bambini, anziani e persone con patologie croniche.

Gli esperti invitano a bere frequentemente, evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata e limitare le attività fisiche all’aperto.

Secondo i meteorologi, la situazione resta dominata da un vasto anticiclone subtropicale che continua a spingere masse d’aria rovente sul Mediterraneo e su gran parte dell’Europa centro-occidentale, mantenendo elevate le temperature e alimentando un’emergenza che sembra destinata a proseguire ancora nei prossimi giorni.
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