"Bambini, Telecom ha chiuso l'asilo" - Live Sicilia

“Bambini, Telecom ha chiuso l’asilo”

La denuncia dei sindacati
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La denuncia arriva tramite un comunicato, firmato dai sindacati: “Telecom, in materia di welfare interno appare attenta e tra le altre cose si vanta di avviare ‘Iniziative per assicurare un maggior equilibrio tra vita professionale e tempo libero, dedicate allafamiglia ma soprattutto ai figli dei dipendenti’, confidando nel grande effetto mediatico ed aggiudicandosi i premi per le attenzioni verso i dipendenti. Tutto questa gran cassa invece si traduce in una realtà di disagi ai dipendenti e di conseguenza ai loro figli in età da Nido. Basta un trasferimento di sede per decidere, come se non si trattasse di bambini da 0 a 2/3 anni, la chiusura anticipata, a fine giugno e non 31 luglio come previsto da contratto, del nido aziendale di via Ugo La Malfa 208.

La giustificazione, è banalmente che il rilascio dei nuovi locali non è ancora avvenuto, e tra l’altro non si sa se per settembre saranno pronti, evidentemente li hanno pianificati male o peggio non hanno avuto nessun interesse a fare in modo che i locali del Nido fossero pronti ad accogliere gli infanti, esattamente come i locali per gli addetti al call center saranno pronti ad accogliere i lavoratori. Ci pare chiaro che l’azienda Telecom non mette la tutela ed il rispetto dei minori, in teneressima età, sullo stesso piano dei propri profitti. Forse pensano che i bambini sono dei pacchi per i quali si può decidere da un giorno all’altro dove “posteggiarli” senza far loro subire alcun trauma, per non parlare di ciò che sebbene sia in secondo piano, ci pare degno di nota, ovvero la costrizione di fatto, verso genitori che dovranno, forse, sostenere dei costi di “aspettativa/astensione” per sopperire ad una mancanza contrattuale. Se, da regolamento, ai genitori non è consentito ritirare i figli dal nido per il mese di luglio senza subire comunque l’addebito della retta (Punto 11 del regolamento “RINUNCE”: Non è consentito il ritiro del bambino per i soli mesi estivi di giugno e luglio che devono essere regolarmente pagati anche in caso di assenza), non ci è chiaro perché Telecom possa invece interrompere il servizio.

Riteniamo gravissimo l’atteggiamento dell’Azienda soprattutto dal punto di vista etico, ci auguriamo, così come richiesto ai vertici Telecom, che abbiano la capacità di risolvere la deplorevole situazione nella quale, per assoluta mancanza di attenzione verso il “benessere” delle lavoratrici e dei lavoratori, ha precipitato i piccolissimi figli dei dipendenti”.

p. Slc-CGIL p. Fistel-Cisl Sicilia p. Uilcom-UIL Angelo Candiloro Orazio Di Giovanni Marco Scramuzza RSU Telecom Coord. Reg.le Segr. Reg.le


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