"Banda Bassotti" e "sconosciuti" in suite: scandalo Sicilia a Cannes

“Banda Bassotti” e “sconosciuti” in suite: Cannes origine degli scandali

I retroscena sulla presenza della Regione siciliana al Festival del cinema

PALERMO – Il 2 giugno 2021 Sabrina De Capitani invia una e mail ad un componente dell’ufficio di gabinetto dell’allora assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, e per conoscenza allo stesso componente della giunta del governatore Nello Musumeci. Da qui parte lo ‘scandalo Cannes’.

Lo scandalo Cannes

“Come da accordi vi giro al lettera del Festival di Cannes…”, scrive la donna che allora lavorava per la Absolute Blue, società lussemburghese incaricata dalla Regione di allestire una mostra nella città francese e che poco tempo dopo sarebbe diventata la portavoce del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno.

Il 16 giugno Patrick Nassonge, amministratore di Absolute Blue, “come da accordi” invia la sua proposta che si basa sulla esclusività del progetto “Woman and Cinema al Festival di Cannes”. Ed ecco il cuore della questione giudiziaria: la Procura di Palermo contesta l’esclusività, ritenendo che sia stata uno stratagemma per affidare l’incarico senza bando pubblico.

Dallo ‘scandalo Cannes’ è partito tutto il resto, compresa l’inchiesta per corruzione che vede indagati il presidente dell’Ars Galvagno e l’assessore regionale Elvira Amata.

Le spese “anomale”

Il budget di spesa per la Absolute Blu è di 35 mila euro, che dieci giorno dopo lieviterà a 95 mila. Il 2021 è la prima edizione, che sarà ripetuta nel 2022 ed era tutto pronto anche l’anno dopo. Lo scandalo fermò tutto. Il governatore non era più Musumeci ma Schifani che stoppò il finanziamento di 3 milioni e 750 mila euro (i primi milioni erano già spesi per le edizioni precedenti). Francesco Paolo Scarpinato aveva preso il posto di assessore al Turismo di Manlio Messina.

Ci sono delle spese che più di altre non convincono nel triennio. Tra queste i 25 mila euro chiesti da Nassogne nella veste di “freelance”, 9.660 euro per due pernottamenti in due “deluxe villas” di soggetti “non conosciuti”, 28 mila euro per il noleggio di una Mercedes Classe S580 per due settimane, 10 mila euro per alloggi “tarantino Team” e 12 mila per “Messina team”. E ci sono pure 45 mila euro per la collaborazione di De Capitani.

Il 2022 è l’anno più costoso: 2 milioni e 164 mila euro, di cui 15mila di spese ritenute inammissibili dal Rup. Tra queste ci sono tre voli aerei dell’ex assessore Messina (Catania-Nizza, Nizza-Parigi e Parigi-Catania) a fine maggio 2022 periodo in cui, scrivono i finanzieri, non c’erano state attività istituzionali legate al Festival.

La “banda Bassotti”

A febbraio 2023 partono le intercettazioni disposte dai pm palermitani anche nei confronti di burocrati regionali. Come ad esempio Cono Catrini, ex dirigente generale al Turismo, a cui si affidò Schifani dopo che bloccò l’affare Cannes per il 2023. Per rimarcare la differenza con chi lo aveva preceduto Catrini usava la definizione “banda Bassotti”. Non sono le uniche sue parole che suonano come un campanello di allarme.

Ad una collega rivelò di essere stato convocato dall’assessore Amata. Le avrebbe detto: “Minchia avete fatto un bordello: Corte dei Conti, rimodulazione delle spese, riunione fiume per salvarci ’u c… a Manlio Messina…”. Incrociando gli atti giudiziari è chiaro che “Uomo 6”, più volte citato, sia proprio l’ex assessore Messina.

“Chistu è delinquente e io chi delinquenti mi trovo bene… basta che non mi porta carte da firmare”, aggiungeva sul conto di Nicola Tarantino, che è stato Rup di Cannes e responsabile della Sicilia Film Commission. Considerazioni personali.

Nel frattempo De Capitani si vantava di avere bloccato lo scandalo a livello mediatico: “Meno male che si è fermato a livello regionale perché poi siamo riusciti a bloccarlo perché abbiamo dovuto chiamare Ignazio La Russa”.

Che qualcosa non girasse per il verso giusto era ormai chiaro a tutti. Nicola Tarantino pensava come “uscirne in maniera pulita” e aveva chiesto all’assessore Amata di potere entrare a fare parte dell’ufficio di gabinetto. Una parentesi di sei mesi per poi tornare al suo vecchio incarico. Anche De Capitani si attivò per fare sparire dal curriculum la sua collaborazione con Absolute Blue, a quel tempo solo mediaticamente imbarazzante: “Io devo andare al Cerimoniale sempre meglio è, ha detto detto Gae (Gaetano Galvagno ndr) non fare troppa pubblicità”.

Infine a maggio 2023 De Capitani chiese ad un’amica di togliere dai social delle foto in cui c’erano anche Manlio Messina e Nicola Tarantino “perché lui non vuole che si sappia”. Chi è “lui”? Il capitolo Cannes è ancora aperto.


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