Barca a vela, pugilato e guida | Rinascere al 'Malaspina' - Live Sicilia

Barca a vela, pugilato e guida | Rinascere al ‘Malaspina’

I ragazzi in carcere tra colpe e speranze. Le storie di chi non si è arreso.

Palermo
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PALERMO – Barca a vela, discipline di lotta e un corso di scuola guida per sconfiggere insicurezza e aspettative negative dei detenuti del Malaspina. Oggi si è concluso il progetto Giovani Leader, finanziato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato a Palermo presso il Centro per la giustizia minorile per la Sicilia del complesso Malaspina. Il progetto ha visto aderire oltre 50 giovani dai 14 ai 21 anni del circuito penale in carico al Centro.

“Guida sicura”, “Formazione velica” e “Laboratorio sportivo pugilato/Muay thai” le tre principali azioni di recupero e integrazione dei ragazzi coinvolti nel progetto, tutti in fine pena e quindi sottoposti alla messa alla prova. “Accompagniamo i ragazzi dall’inizio alla fine del procedimento – dice alla conferenza stampa di conclusione la dottoressa Vincenza Calcara, direttore reggente dell’Ufficio servizio sociale per i minorenni del Centro – ma prima di tutto attiviamo progetti individualizzati, basati sui loro bisogni. Bisogno di autocontrollo, di autostima, di conseguire la patente, che può sembrare semplice ma non lo è. Questi progetti hanno una valenza in merito al procedimento come possibilità di crescere, sancita dalla Costituzione”.

Nell’aula della scuola guida allestita nel complesso Malaspina, si sono intrecciate molte storie: “Ad esempio c’era un ragazzo la cui moglie non l’avrebbe fatto tornare a casa se non avesse preso la patente”, racconta il dottor Francesco Tuzzolino, commissario di polizia in pensione e tutor dell’associazione Synapsis, “o un altro che aveva pronto un contratto con un bed and breakfast per cui era necessaria la patente, e non vedeva l’ora di ottenerla per avere il lavoro desiderato”. Tuzzolino non ha rivelato subito ai ragazzi il suo passato professionale, per loro era solo “professò”. “Voglio parlare anche degli abbracci ripetuti con i ragazzi che hanno conseguito la patente – sottolinea Tuzzolino –. Il vero progetto è stato realizzato nelle pause tra le attività prettamente di scuola guida. Non ero io l’obbiettivo del progetto, ma a livello personale mi ha arricchito tantissimo. E quando gli ho detto sono della polizia erano stupiti: ‘ma lei è buono!’”.

Esperienze simili anche per il maestro Nicola Caravello, tutor per Synapsis nel progetto di pugilato e Muay thai: “Non abbiamo formato dei campioni – dice – e non era il nostro obiettivo. Ci siamo scontrati con problematiche tipo fare sport senza abbigliamento sportivo, o fumare la sigaretta dopo la corsa di riscaldamento. Abbiamo capito che gli obbiettivi non erano quelli sportivi ma dell’orientamento alle regole. E ci siamo riusciti, tanto che uno di loro ha anche continuato a frequentare la palestra”.

Vincenzo Autolitano e Beppe Tisci, presidente e vicepresidente della sezione Palermo centro della Lega navale italiana, partecipano da circa dieci anni al laboratorio velistico e oggi possono vantare ragazzi capaci di andare in vela e far parte dei team per le competizioni. Durante “Formazione velica”, i ragazzi hanno costruito due barche a vela che tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre verranno varate in occasione di un evento organizzato. “Gli abbiamo insegnato anche cose ben oltre la parte atletica, come il rispetto di impegni, orari e aspetti sociali”, commenta Tisci. “Ad esempio, riguardo ad Azimut, la barca confiscata per immigrazione clandestina e rimessa in sesto a nostre spese, i ragazzi ci dicevano ‘siete stupidi che avete speso 15 mila euro’. Alla fine però hanno capito che senza quella barca e la nostra azione, non sarebbero stati lì”.


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