Bellini, il caso dei pignoramenti |Grossi: "Lavoriamo a soluzione" - Live Sicilia

Bellini, il caso dei pignoramenti |Grossi: “Lavoriamo a soluzione”

L'intervento del sovrintendente.

LA NOTA
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CATANIA – Il Teatro Massimo Bellini vuole creare ricchezza e non certo disperdere il proprio patrimonio. Come sottolinea il sovrintendente Roberto Grossi: «È del tutto evidente che da oltre due anni siamo impegnati in un grande sforzo per risanare la situazione economica e finanziaria e rilanciare l’attività, a favore della comunità civile, delle famiglie e delle imprese. Guardando in avanti con una strategia e progetti ambiziosi».

Il processo amministrativo che ha portato al pignoramento di due immobili di proprietà del Teatro risale al lontano 2012 e fa parte di una stagione, purtroppo, negativa, della quale ancora oggi si pagano le conseguenze. L’azione gestionale degli ultimi anni sta cercando, dunque, di risolvere problemi vecchi e una grave situazione pregressa (in alcuni casi anche in assenza di chiari elementi di informazione e conoscenza) di debiti rimasti insoluti, che generano forti appesantimenti alla gestione “ordinaria” del bilancio, riducono le risorse disponibili, condizionano negativamente la programmazione artistica.

Così, ad esempio, il debito iscritto nell’ipoteca legale dalla SERIT, addirittura nel 2010 e poi nel 2014, è stato affrontato e risolto dal Teatro attraverso una procedura di rottamazione definita nel 2016 per l’estinzione del debito. «Ci auguriamo che, anche in relazione a quest’ultima emergenza, la Regione accolga le pressanti richieste del Teatro di autorizzare l’azione volta al rafforzamento della struttura amministrativa ed operativa e alla copertura di quelle figure professionali, oggi mancanti, che sono fondamentali a garantire il presidio delle attività e il loro corretto svolgimento. Per una buona gestione, efficiente ed efficace, nell’interesse dell’intera collettività. Stiamo facendo e faremo di tutto per risolvere questa situazione e scongiurare la dismissione degli immobili che, benché non utilizzati dal Teatro e inagibili, appartengono al patrimonio dell’ Ente, ai suoi lavoratori e a tutti i cittadini».

 


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