Bilancio, Cgil parte civile| Le fatiche di Giacomo Rota - Live Sicilia

Bilancio, Cgil parte civile| Le fatiche di Giacomo Rota

Ecco cosa è successo.

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CATANIA – “La Cgil di Catania auspica che sia fatta luce, in tempi possibilmente brevi, su tutte quelle verifiche e inchieste, sia   sul fronte della magistratura contabile che della Procura di Catania, riguardanti le cause del dissesto del Comune di Catania e le scelte della giunta guidata da Enzo Bianco”. Una nota in un momento non semplice. Un comunicato che ribadisce la posizione della Cgil rispetto alle inchieste sul bilancio del Comune di Catania che vedono, imputati, l’ex sindaco Enzo Bianco,  e, soprattutto, Angelo Villari, pilastro storico della Cgil, come componente della giunta che si è pronunciata sulle varie fasi della gestione del bilancio.  Parole, quelle di Rota, che confermano, nel sindacato, la necessità di ribadire di essere un organo diverso dagli apparati elettorali, dalle fortune, o sfortune politiche degli amici di sempre. Un organo diverso dal Pd, soprattutto adesso che un sindacalista di punta è stato intercettato mentre discute con un soggetto ritenuto organico alla mafia, del sostegno assicurato ad Angelo Villari, attuale segretario del Pd, durante le regionali.

IL CASO “VILLARI” – Quelle intercettazioni, quel nome scritto in un’ordinanza contro i soldati del clan Santapaola, non poteva passare inosservato. Le intercettazioni sembrano confermare che ci sarebbe stato un accordo in cambio del sostegno elettorale, ma Angelo Villari “non ha accettato di comprare voti con valigie di soldi”, come ha dichiarato il sindacalista intercettato, senza essere smentito dal giovane e presunto componente del clan di Mascalucia. C’è un altro elemento di non poco conto, LiveSicilia lo ha verificato a quasi una settimana dall’esecuzione della misura cautelare con la massima attenzione: Angelo Villari, ad oggi, non è indagato, non è stato identificato e, fino a questo momento, non è stata ritenuta sussistere alcuna situazione di rilievo a suo carico. Questo non vuol dire che non possa essere, nei prossimi mesi, iscritto sul registro degli indagati, fatto che avviene per un’esigenza anche di tutela dell’indagato e per garantire l’accertamento delle ipotesi di reato.

PARTE CIVILE – Il segretario generale della Camera del Lavoro di Catania, Giacomo Rota, parlando dell’eventuale processo sul buco di bilancio, sottolinea che “la Cgil chiederà di costituirsi parte civile allorquando si terrà un processo, così come è stato già deciso all’unanimità lo scorso dicembre dall’assemblea generale. La decisione era,   ed è ancora legata al fatto che il dissesto rappresenti forse il colpo più feroce che i cittadini   catanesi abbiano subito; un colpo che si ripercuote sull’economia della città e sui servizi più basilari alla cittadinanza”. Rota, quindi, conferma che il sindacato è pronto ad agire processualmente anche contro quello che è stato ed è l’uomo simbolo a Catania, il suo esponente più qualificato, Villari, che nel processo (visto che è stato chiesto il rinvio a giudizio) del buco di bilancio è imputato insieme a tutti gli altri ex assessori. In questo momento la Corte dei Conti ha anche inserito il nominativo di Villari tra quelli nei confronti dei quali sta agendo per danno erariale.

IL PASSATO – Rota fa un ulteriore passo nel comunicato, manda un pizzino al centrodestra. “Pensiamo, infine, – dice il segretario della Cgil – che la responsabilità di questa débâcle economica sia riscontrabile   tra le giunte comunali degli ultimi vent’anni, a partire dalla sindacatura Scapagnini e passando per quella di Stancanelli. È giusto che la narrazione della storia di questa crisi sia completa, che non dimentichino dunque   le scelte passate – e non solo quelle degli ultimi anni- che hanno determinato   le condizioni attuali di estremo disagio”. Tutti i predecessori di Bianco e le rispettive giunte, sono state assolte dalle stesse accuse.  La Procura ha una guida autorevole, assolutamente indipendente dal mondo politico, stesso discorso per gli organi giudicanti. Ecco perché è il momento giusto per accertare la verità, fermo restando che alcuni comportamenti hanno anche e soprattutto un valore etico. Ecco perché le fatiche di Giacomo Rota potrebbero non essere finite. Ma le eventuali sentenze, deve emetterle la magistratura.


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Commenti

    E non siamo su scherzi a parte … ahahahahaha … pensaci, Giacomino!

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