PALERMO – “Ieri all’Ars sono state bocciate le spese per i miei viaggi? È un fatto di sciatteria istituzionale, di infantilismo politico. Quelle sono spese obbligatorie. Potevo capire se qualcuno avesse sollevato una questione sulla gestione irregolare. Il presidente della Regione è un organo istituzionale. Se devo incontrare il governo che faccio, non vado?”. Così Rosario Crocetta rispondendo ai giornalisti a Palazzo d’Orleans in merito ai ko della maggioranza in aula per i documenti contabili. “Quella decisione – commenta il presidente della Regione – vuole solo paralizzare l’attività della Regione. Tanto vale presentare mozioni di sfiducia. E invece vigliaccamente fanno queste cose nel segreto del voto. Gesti infantili. La maggioranza ? È l’irresponsabilità di qualcuno che non vuole fare funzionare l’istituzione. È un attentato all’istituzione. Come succede anche per le auto blu, io ho diritto a tre auto blindate e non riesco mai ad averle. Avevo più protezione quando ero sindaco di Gela che oggi”.
“Le bocciature ieri? Sono gravi – ha aggiunto Crocetta – perché sono messaggi. La tenuta della maggioranza? È una cosa che ci sta, se uno non condivide una norma. Ma non è questo il caso. Lo stesso vale per Riscossione sicilia. Non si è compresa la gravità di questa situazione. Chi pensa che alcune funzioni possano essere trasferite a Equitalia dimentica che serve comunque un programma, alcuni passaggi intermedi. Chi riscuote? Chi paga il mutuo a Monte dei Paschi di Siena? Che fine fa il personale? Certe cose vanno discusse con senso di responsabilità”.
“Spero – prosegue Crocetta – prevalga il rispetto per le istituzioni. Se si vuole paralizzare l’istituzione è più intellettualmente onesto presentare e votare una mozione di sfiducia. Non si può pensare di restare in sella e paralizzare l’attività istituzionale. Con la stessa logica si potrebbero tagliare gli stipendi dei dipendenti o altre spese obbligatorie. La maggioranza ? Non c’è mai stata. Quello di ieri erano solo comportamenti individuali e canaglieschi. Chi fa queste cose non rispetta il mandato degli elettori, non è un uomo delle istituzioni. Se si vuole far continuare la legislatura si devono far funzionare le istituzioni. È un attentato alle istituzioni non uno sgarbo a Crocetta. E comunque ritengo anche che quell’emendamento era inammissibile, così come sarebbe un emendamento che riduce le spese dell’Ars”.
“Sicilia e-Servizi? Credo costi molto meno rispetto al passato. Ma le polemiche non devono andare sulla stampa. Io capisco quando le polemiche le facciano i politici, ma se le fanno i tecnici queste travalicano il loro ruolo. Convocherò sia Sicilia e-servizi sia l’ufficio informatica e vedremo di chiarire. Se ci sono irregolarità si vada alla Corte dei conti o alla Procura. Credo ci siano stati dei problemi di sottostima nel finanziamento alla società. Incontrerò sia Pirillo che Ingroia. Fermo restando che io ho fiducia di entrambi perché li ritengo entrambi bravi. Si devono sforzare di capirsi un po’ di più. Certo, se uno deve pagare gli stipendi e non ha i soldi è normale che si innervosisca. Ridaremo i soldi all’azienda? Questo lo vedremo. Certamente Sicilia e-servizi non può tornare ai privati. I compensi di Sicilia e-servizi ? Ovviamente vanno pubblicati, come per tutti. Tra l’altro sono degli informatici…”.
“Le dichiarazioni di Faraone? Il tecnico del bilancio è Baccei. Il resto è politica. Ma quella è una dichiarazione politica come tante. Ma vorrei ricordare che Baccei non è solo un tecnico, ma è anche espressione in giunta di Faraone. Per la prima volta dopo un decennio noi non sottraiamo nessuna spesa per investimento per le spese correnti del bilancio. Forse Faraone non lo sapeva, o non ci ha riflettuto. Tra l’altro sentiamo polemiche sulla Tabella h, vorrei ricordare che una volta questa era di sessanta milioni, oggi di otto milioni. Cosa si vuole tagliare, gli stipendi dei forestali? Se si vuole fare, lo si dica apertamente”.

