Il tuono di Alfano: "Delegittimazione" - Live Sicilia

Il tuono di Alfano: “Delegittimazione”

Le reazioni al Ciancimino-Day
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“Immancabilmente alla vigilia di ogni elezione assistiamo ad una nuova ondata di fango, calunnie e teoremi tanto fantasiosi quanto falsi. Ancora una volta la giustizia è piegata a torbidi progetti politici che impediscono ad un Paese di pensare al suo futuro”. Lo afferma in una nota il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi, commentando la deposizione di Ciancimino.

Dell’Utri: “Una cosa folle”
Le dichiarazioni rese da Ciancimino junior “sono cosa di un folle totale, oppure di un disegno, diciamo, criminoso volto a ordire cose allucinanti come questa”. Lo ha affermato in un’intervista al Tg5 il senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri annunciando che tali “falsità, ovviamente, mi hanno già portato alla decisione di denunciare per calunnia il personaggio in questione, cosa che gli avvocati faranno non appena avranno tutti gli atti di questo interrogatorio”. Guardando alla denuncia avanzata da Ciancimino su presunte trattative tra Stato e mafia, Dell’Utri osserva che “c’era uno Stato che non eravamo noi, in ogni caso; se Ciancimino vuol parlare di cose che sono successe veramente si vada a cercare allora dove sono successe e con chi, ma certamente io non c’entro niente” così come, “ovviamente, nemmeno Berlusconi. Qui – conclude – siamo alla pura invenzione e che, ripeto, sfiora anzi sicuramente entra nel campo della pazzia”.

Ghedini: “Dichiarazioni inverosimili”
“Le dichiarazioni di Massimo Ciancimino non sono soltanto destituite di ogni fondamento, ma sono anche totalmente inverosimili e prive di ogni dignità logica”. E’ quanto sottolinea in una nota Niccolò Ghedini respingendo in toto le affermazioni di Ciancimino contenute nella sua deposizione. “Spiace – prosegue l’avvocato del premier – che qualcuno possa dare anche un minimo credito a prospettazioni che la storia di Forza Italia e del Presidente Berlusconi hanno dimostrato concretamente e con atti di governo essere completamente inesistenti. Sembra che si voglia delegittimare proprio il governo Berlusconi che sta conducendo la più severa e forte offensiva del dopo guerra contro la mafia. Ciancimino – conclude – dovrà rispondere di fronte all’autorità giudiziaria anche di tali diffamatorie dichiarazioni”.

Arlacchi (Idv): “Non credo a una parola”
“Non credo a una parola di quanto detto da Ciancimino. E queste storie le abbiamo già viste e sentite. Sono parole che non giovano altri che a Berlusconi, si vuole sollevare un gran polverone e screditare così la figura dei pentiti in generale”. Lo afferma l’eurodeputato dell’Italia dei Valori Pino Arlacchi, in merito alla deposizione di oggi di Massimo Ciancimino. “Ciancimino -continua Arlacchi parlando ai microfoni di Cnrmedia- ha una posizione giudiziaria interessata ed ha una scarsa attendibilità, a tanti anni di distanza. Lavorando insieme a Falcone so che questo tipo di dichiarazioni vanno prese con grande cautela e non vanno sbandierate. Non sono d’accordo nemmeno con Di Pietro che parla di governo paramafioso. Proprio Di Pietro che ha avuto a che fare con casi molto delicati sa che queste dichiarazioni vanno prese con grande prudenza”. “Infine -conclude Arlacchi- trovo paranoide il discorso di Forza Italia che nasce da una trattativa Stato-mafia. Forza Italia è stata una operazione di marketing politico molto lucida, sofisticata e di successo ed è con questo che dobbiamo fare i conti dal ’94. La presunta trattativa tra Stato e mafia non c’entra nulla”

Alfano: “Delitto politico”
Forza Italia ”non ha mai avuto collegamenti con la mafia”, mentre sarebbe in atto ”un tentativo di delegittimazione dell’azione del governo Berlusconi sempre in prima linea nella lotta a Cosa Nostra”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, replicando così a distanza a quanto affermato da Ciancimino junior. Il Guardasigilli, interpellato dai cronisti a margine del terzo congresso nazionale della Uil-Pa, premette di non voler esprimere un suo giudizio rispetto a quando dichiarato da un teste, Massimo Ciancimino jr, nel corso di un processo. Tuttavia Alfano ricorda di aver militato in Forza Italia sin dal ’94, ricoprendo diversi incarichi in Sicilia: ”Mai e poi mai abbiamo avuto la sensazione che la nostra storia, questa grande storia di partecipazione che ha emozionato milioni di persone in Sicilia e altrove, possa aver avuto collegamenti con la mafia”. Alfano sostiene inoltre che ”il governo Berlusconi con le leggi antimafia ha fatto esattamente il contrario di ciò che prevede il papello”. Dal momento che poi ”la mafia non teme dibattiti e convegni ma teme la confisca dei beni e il carcere duro, abbiamo – ha aggiunto – fatto una guerra alla mafia con la normativa di contrasto più duro dai tempi di Falcone e Borsellino. Tanto e’ vero che il modello Italia è diventato esempio per i paesi del G8”. ”Non vorrei – ha dunque sottolineato Alfano – che vi fosse da più parti un tentativo di delegittimazione dell’azione di un governo che contrasta la mafia. La mafia non sempre sceglie la via dell’assassinio fisico, ma a volte quella delle delegittimazione”.


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Commenti

    ” La verità è rivoluzionaria”, percui, viene equiparata alla follia. Tutti i più grandi di questo mondo, da qualcuno sono stati sempre definiti folli…. Forse ché la verità è pura follia?

    non è folle è solo un freddo calcolatore che per salvare il patrimonio avuto illegalmente da suo padre e morendo al solo pensiero di dover lavorare anche solo per un giorno questo triste figurino figlio di papà è disposto a dire (a rate) tutto quello che i morti non possono confermare. Finalmente anche i più grandi oppositori di Berlusconi stanno aprendo gli occhi e cominciano a capire il gioco di questo signorotto.Ah a proposito se nella vostra vita vi siete trovati a parlare con qualche mafioso o mafiosetto capireste che è gente che apre la bocca per ingigantire cose che non esistono insomma sono molto pallonari

    perchè la magistratura prima di dare patenti di credibilità a Ciancimino non gli chiede dove si trova il famoso tesoro di suo padre? Visto che Don Vito raccontava tutto a suo figlio, gli avrà di certo parlato pure di questo…misteri della logica e dell’ovvietà….chissà…

    La verita’ fa’ sempre paura

    @)Kiter66 di quale verità si ha paura? di quella di un padre (vito) che tiene in catene il figlio (massimo)? certo non sarà stata una bella cosa per il figlio. in tutti questi anni di pentitismo vero e presunto, mancava il pentito (ma non credo sia comunque questa la sua attuale qualifica),che si pentisse in maniera esclusiva dei peccati di una persona morta, esponendola tra l’altro ad un ulteriore massacro, perchè è chiaro che quanti sono stati tirati in ballo si difenderanno alla stessa maniera:sulla pelle del morto. io non so cosa ci sia dietro tutta questa vicenda e se un giorno se ne verrà a capo, ad oggi ci ritroviamo con una storia raccontata ma non vissuta e un vissuto fatto di scorte e di auto blindate. a proposito, oggi nella sua deposizione ciancimino ha parlato di una minaccia trovata sul parabrezza dell’auto blindata di scorta. vi sembra una cosa normale? un’auto di scorta, perdipiù blindata, posteggiata in strada, come una normale macchina, dove è possibile appizzare ai tergicristalli, buste anonime, come volantini di supermarket e quant’altro.
    mi chiedo, se è possibile tutto questo,a che servono le scorte? forse a certificare uno status simbol, quello a cui forse il giovane ciancimino non intende rinunciare.

    Ciancimino è un testimone, non un pentito, almeno al momento. Se attendibile o meno, questo lo diranno i riscontri alle sue testimonianze ed alle prove che ha prodotto e sta producendo.

    Visto quello che rischia, e non mi riferisco alla mafia che, dato il contesto, si può considerare il male minore (chi vuole intendere… intenda pure !!!), mi pare quanto meno azzardato sostenere che abbia tirato fuori queste informazioni per salvare il salvabile.

    E poi, lo stesse facendo anche solo pe se stesso, se le informazioni che offre sono buone, la portata è tale che dovremmo essergli comunque grati… sono informazioni inestimabili.
    Almeno per quella parte di italiani (e siciliani) che stava e sta tuttora dalla parte di Falcone e Borsellino !

    Scoprire (o meglio, trovare i riscontri – dato che il sospetto c’era da tanto – per primo in Paolo Borsellino, che infatti andava eliminato) che una parte dello Stato trattava con la delinquenza organizzata, e che questa si è organizzata in modo da avere voce in parlamento… che valore vogliamo dare a queste informazioni, per la nostra Democrazia ?

    lasciamolo parlare ,ci lamentiamo sempre dell’omertà e adesso che qualcuno parla lo prendiamo per folle ancor prima di capire se dice il vero o no, saranno i giudici ad accertarsi di tutto .
    e se tutto ciò fosse il vero?

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