CATANIA – Avviati i lavori di bonifica del Parco di Monte Po. Nei mesi scorsi avevamo dato voce alle denunce dei residenti della zona che erano costretti a vivere barricati in casa per i cattivi odori e le esalazioni che provenivano dal Parco, dopo la stagione degli incendi. L’area, posta sotto sequestro due anni fa, era diventata una discarica abusiva dove veniva scaricato ogni tipo di materiale anche rifiuti pericolosi. L’intervento è coordinato dall’assessorato comunale all’Ambiente retto da Rosario D’Agata: sono stati messi in azione i mezzi e il personale del Servizio Antincendio Boschivo, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, l’Ufficio Manutenzioni e tutti i componenti del consiglio della V Circoscrizione.
A dare la notizia dell’inizio dell’operazioni di Bonifica è il presidente della V Municipalità Orazio Serrano, attraverso una nota. “Il grido di allarme degli abitanti di via Bottari – scrive – è stato raccolto dall’amministrazione comunale che da giorni, con grosso impiego di uomini e mezzi, tra bonificando quella parte del Parco di Monte Po che per troppo tempo è stata trasformata in una discarica dove poterci abbandonare di tutto. Materiali pericolosi, in una zona posta sotto sequestro da 2 anni, e nascosti alla vista dei residenti del quartiere sotto tonnellate di terra. Un “espediente” che non ha fermato i cattivi odori ed i fumi che si sprigionavano dal sottosuolo. Veleni che migliaia di famiglie sono state costrette a respirare per troppo tempo. Questo intervento per l’intera municipalità di “Monte Po-Nesima-Rapisardi-San Leone” rappresenta un importante inizio per avere finalmente un parco degno di questo nome e renderlo accessibile a tutte le famiglie catanesi.”
Orazio Serrano guarda già al futuro. “Completata l’opera – auspica il presidente – e fermata l’emergenza igienico sanitaria, occorrerà avviare un tavolo tecnico per studiare modalità e tempistiche necessarie per fare in modo che Parco di Monte Po non finisca ancora nel mirino dei criminali. L’area va protetta con un sistema di protezione che, oltre alla continua vigilanza delle forze dell’ordine, preveda l’istallazione di un capillare sistema di videosorveglianza. Telecamere per coprire un’area di circa 28 ettari”.



