ROMA – “Gli ultimi fatti in Sicilia dimostrano una situazione completamente fuori controllo dove la gente muore perché non arrivano i test degli esami istologici e nel frattempo vedete quello che accade. Del resto, non è una sorpresa, siamo l’unico paese al mondo in cui Cuffaro, cioè uno che è stato condannato per favoreggiamento della mafia, torna al centro di uno schieramento politico”.
Ma Schifani non se la può cavare dicendo che il problema è Cuffaro, perché il problema è questa giunta che sta opprimendo i siciliani, che non fa nulla anche di fronte a cose conclamate, ed è agli ultimi posti in Italia per quello che riguarda i servizi ai cittadini””. Così il leader di Azione Carlo Calenda in un punto stampa vicino Montecitorio. “Noi stiamo raccogliendo le firme perché almeno sulla sanità, sui rifiuti, e sull’acqua, il governo intervenga commissariando la Regione”, aggiunge Calenda.
A Roma anche La Vardera e Hallissey
Accanto a Calenda, nello stesso punto stampa, ci sono il deputato al parlamento siciliano Ismaele La Vardera e il presidente di Più Europa Matteo Hallissey. Il primo fa sapere di essere stato convocato “questa mattina alla commissione nazionale antimafia a Roma per la vicenda Mondello, dove si è visto che ci sono infiltrazioni sulla spiaggia. Ieri – rimarca – la commissione regionale antimafia ha detto che la concessione va revocata, Schifani non dice nulla di fronte al rischio di potenziali infiltrazioni mafiose e il sindaco di Palermo mi querela perché ho detto che non vedono, non sentono e non parlano. La vicenda Cuffaro racconta come questa Regione sia piombata 20 anni indietro”.
“Noi abbiamo cominciato questa serie di iniziative con La Vardera questa estate sulle spiagge pensando che il problema fossero i tornelli e i recinti a Mondello – gli fa eco Hallissey – e poi abbiamo scoperto che il problema era molto più ampio e che all’interno di quegli stabilimenti le persone che ci avevano aggredito erano in realtà appartenenti alla famiglia mafiosa di Mondello. Da lì ci sono indagini in corso”.

