Cantieri bloccati, Anastasi: |“In trappola in caso di sisma" - Live Sicilia

Cantieri bloccati, Anastasi: |“In trappola in caso di sisma”

Il presidente della sesta minicipalità denuncia: “Non si può avviare e lasciare un cantiere in queste condizioni in una città a forte rischio sismico, a ridosso di un quartiere come San Nullo che conta oltre 13000 abitanti e sulle cui strade transitano centinaia di automobilisti provenienti dall’hinterland”

 

 

CATANIA – Sono passati più di due anni dall’apertura del cantiere della metropolitana adiacente alla circonvallazione in via Sebastiano Catania. Il cantiere, nel frattempo, è stato chiuso perché oggetto di un’inchiesta giudiziaria. In compenso il presidente e i consiglieri della sesta municipalità, con il supporto gli abitanti di San Nullo, continuano a denunciare i disagi e i rischi del cantiere. Per l’esattezza, l’assenza di varchi in grado di consentire la fuga in caso di scosse sismiche.

Proprio a ridosso del cantiere Fce, prima dello svincolo che congiunge la circonvallazione e via S. Catania, il Presidente della municipalità, Sebastiano Anastasi, ha convocato una conferenza stampa. “Noi avevamo lanciato l’allarme già due anni fa – ha detto Anastasi- appena il cantiere fu inaugurato. Avevamo visto lontano, dicevamo che era impensabile avviare un cantiere talmente invasivo (uno scavo della metropolitana non del condotto dell’acqua). Era impensabile avviare un cantiere di tali dimensioni in una zona come questa. Sia per motivi legati alla viabilità che per l’alto rischio sismico. Qui vivono migliaia di persone (tredici mila circa) e in queste strade ne circolano altrettante provenienti dall’hinterland etneo”.

Duro l’affondo del presidente della sesta municipalità che ha aggiunto: ”E’ normale chiudere la circonvallazione con un cantiere come questo? Si tratta di un cantiere che restringe la carreggiata senza creare un varco per una via di fuga? La viabilità compromessa può anche starci nella realizzazione di un’opera pubblica di tali dimensioni. Ma è impensabile che nessuno si ponga il problema di cosa possa accadere in caso di scosse sismiche.” Anastasi non ha nascoso il proprio disappunto rispetto alle risposte collezionate in questi anni di denunce.

“In seguito alle nostre proteste, il commissario straordinario aveva dato l’input di realizzare un cappo temporaneo per consentire alle auto di svincolare verso il centro della città. Il comune di Catania attraverso l’ingegnere Giacomo Guglielmo redisse un progetto per indicare dove realizzarlo. Parliamo di viabilità di cantiere dunque di denaro da reperire all’interno dei lavori. Non lo hanno fatto. Hanno risposto alle nostre sollecitazioni a Luglio senza curarsi della sicurezza dei cittadini. Poi abbiamo dato un’ altra azione di protesta: un funerale simbolico. E sa cosa abbiamo ottenuto? Hanno chiuso un altro varco (realizzato dall’amministrazione su pressione della municipalità) che consentiva alle auto che provenivano dal centro di svincolare e risalire su via Sebastiano Catania. Lo hanno chiuso perché considerato a ridosso dell’area. Mentre potevano semplicemente spostarlo di una ventina di metri. Hanno bloccato l’intero quartiere in questa cappa”. Davanti a questo stato di cose consiglieri e presidente rinnovano al Prefetto “la richiesta di un incontro”. Anastasi non ha intenzione di lasciare correre. “Si sta costituendo un comitato di cittadini. Noi lo sosterremo e faremo un blocco con le dovute autorizzazioni. Qui c’è un enorme problema di sicurezza. Non oso immaginare cosa potrebbe accadere. Se si verificasse un terremoto in un’ora di punta: la gente rimarrebbe imbottigliata”.


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