PALERMO – Arrivano immediate le reazioni alle parole di Carlo Calenda, leader di Azione, sulla “necessità di commissariare la Sicilia”.
Caruso: “Calenda ignora i dati economici”
Dura la reazione di Marcello Caruso, coordinatore regionale di Forza Italia. “Calenda parla di indecenza ma ignora i dati economici: negli ultimi due anni Bankitalia e Istat hanno certificato che la Sicilia è stata una delle poche regioni a registrare una crescita doppia rispetto alla media nazionale, con un aumento del Pil dell’1,3% nel 2024 e del 2,1% nel 2023” ha detto.
“L’occupazione – aggiunge – è salita del 4,6%, ben oltre il resto del Paese e del Mezzogiorno. Il disavanzo, che all’inizio della legislatura era enorme, è stato quasi azzerato grazie a una gestione seria e rigorosa, rafforzando così la credibilità finanziaria della Regione riconosciuta anche dalle agenzie di rating internazionali. Questa non è barbarie, ma ripresa concreta”.
“Oltre ai dati economici positivi – prosegue – la Sicilia sta affrontando con decisione anche il problema dei rifiuti. Il presidente Schifani ha dimostrato di avere la fermezza necessaria per superare decenni di inerzia e speculazioni, promuovendo una politica del fare, lontana dalla demagogia. La scelta strategica di puntare sui termovalorizzatori è un passo concreto e necessario per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ridurre i costi di gestione e contrastare le situazioni opache che spesso hanno caratterizzato questo settore. Per non parlare della semplificazione amministrativa e delle politiche liberali varate in questi anni che stando rendendo la nostra isola sempre più attrattiva”.
Cirillo: “Calenda disprezza la democrazia”
Anche dalla Democrazia cristiana arriva la dura reazione alla nuova uscita di Calenda. Stefano Cirillo segretario regionale della Dc: “Di nuovo, oggi, in Sicilia per sproloqui, con altre offese anche al presidente Schifani. Ed inoltre in una delle giornate più drammatiche, segnata dall’invasione di Gaza e dal silenzio che circonda la tragedia del popolo palestinese, è imbarazzante dover assistere al video in cui il senatore Carlo Calenda si atteggia a “prefetto Mori” e arriva perfino a teorizzare il commissariamento della Sicilia e del suo Parlamento”.
“Affermare che la Sicilia debba essere commissariata e i Parlamentari mandati al confine, rappresenta il massimo disprezzo verso la nostra democrazia. Se davvero Calenda è convinto delle sue parole, cominci a commissariare se stesso o abbia il coraggio di dimettersi, visto che è stato eletto proprio in Sicilia – aggiunge – Richiamare il prefetto Mori come modello per la nostra terra è un insulto gravissimo. Non siamo ai tempi del fascismo: la Sicilia non ha bisogno di pieni poteri né di metodi autoritari, e tantomeno di salvatori calati dall’alto”.
“La Sicilia ha un Parlamento, istituzioni, un’Autonomia Speciale conquistata con sacrificio, e soprattutto un popolo che merita rispetto. Trattare i siciliani come incapaci di autogovernarsi è l’arroganza di chi non conosce la nostra storia e disprezza la nostra autonomia. Il senatore Calenda, eletto anche dai cittadini siciliani, per una volta onori davvero questo ruolo, faccia sentire la sua voce non per offendere la Sicilia, ma anche a nome della Sicilia, per chiedere con forza il riconoscimento dello Stato di Palestina e contro il genocidio che si sta consumando a Gaza”, conclude.
Come detto, il leader di Azione ha parlato della necessità di commissariare l’Isola.

