PALERMO – Arriva la confisca dei beni per Giuseppe Urso, 66 anni, uomo d’onore della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù. Il patrimonio, scovato dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale, vale un milione e mezzo di euro. La decisione è del tribunale per le Misure di prevenzione presieduto da Angelo Pellino. Può ancora essere appellata.
Due condanne e l’ergastolo scampato
Urso è stato condannato per mafia con sentenze irrevocabili nel 2003 e nel 2022. Complessivamente deve scontare 19 e 6 mesi di reclusione. Una volta scarcerato sarà sottoposto a cinque anni di sorveglianza speciale.
Condannato all’ergastolo e poi scagionato assieme ad altri boss dall’accusa di avere assassinato il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta, fu di nuovo arrestato nel 2017.
Summit e affari
Si dava un gran da fare: summit con altri boss, risoluzione delle controversie fra imprenditori, sostegno economico alle famiglie dei detenuti. Nella sua ascesa criminale ha avuto un peso la parentela con i Vernengo. Urso è marito di Rosa Vernengo, figlia di Pietro, lo storico capo mandamento morto nel 2023.
Ergastolano dalla vita rocambolesca, Pietro Vernendo nel 1991 riuscì a scappare dal reparto oncologico dell’ospedale Civico di Palermo. Si dileguò in vestaglia. Non era né piantonato, né controllato.
Un blasone che è servito pure al figlio Francesco. Nell’ottobre 2015 Luigi Cona era stato ferito a colpi di pistola da Francesco Urso. Non se la presero con il figlio di un boss che conta e uccisero il giovane Mirko Sciacchitano che ebbe la colpa di avere accompagnato con lo scooter Urso nelle fasi del ferimento di Cona.
Confisca per mafia
Giuseppe Urso con i soldi di provenienza illecita avrebbe avviato attività e comprato immobili in via Buonriposo, piazza Giuseppe Bandi, via Santa Maria di Gesù, he ora finiscono sotto sequestro. Si tratta di una società di distribuzione carburanti, il 50% di un’altra che gestisce impianti sportivi, e rapporti bancari.

