
Da sinistra, Angelo Granata, Giuseppe Barone, Giuseppe Astuto, Alessia Facineroso, Giovanni Schininà
CATANIA. E’ stata l’Aula Magna del Rettorato, ad ospitare la prima sessione del convegno “Catania e la Grande Guerra”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, in collaborazione con l’Unitre e l’Amministrazione Comunale.
La giornata di studi, presieduta da Giuseppe Astuto, ha potuto contare su un’ottima partecipazione di pubblico e su relazioni capaci di ricostruire il grande sforzo bellico di Catania – e più in generale dell’intera isola – e la straordinaria mobilitazione delle istituzioni e della popolazione locale, tratteggiando il quadro fino a questo momento inedito di una realtà distante dal fronte ma non per questo meno coinvolta dal conflitto. Lo storico Giuseppe Barone ha delineato il quadro politico ed economico della città, dalla sua crescita virtuosa in età giolittiana al drammatico declino all’indomani dell’entrata in guerra. Il ricercatore Angelo Granata si è occupato, invece, del ruolo fondamentale dell’Università, fucina di interventismo ma anche centrale operativa della mobilitazione civile. Giovanni Schininà ha ricostruito l’opera dell’amministrazione comunale nella gestione delle fasi concitate del conflitto. Alessia Facineroso, infine, ha raccontato «l’inutile strage» attraverso la voce dei soldati catanesi, con il ricorso alle lettere, ai giornali e ai diari dal fronte.
Questa sera si svolgerà la seconda e ultima sessione del convegno, presieduta da Rosario Mangiameli e con interventi di Pinella Di Gregorio, Chiara Maria Pulvirenti, Concetta Sirena, Margherita Bonomo e Giancarlo Poidomani.

