Catania, l'inferno delle 'crack house': viaggio nel mondo di 'Adele'

Catania, l’inferno delle ‘crack house’: viaggio nel mondo di ‘Adele’

“Hai 10 euro? Puoi farmi tutto quello che vuoi”

CATANIA – L’inferno ha il volto di porcellana di una ragazza, che sussurra: “Hai 10 euro? Puoi farmi tutto quello che vuoi”.

I tacchi di ‘Giusy’ scandiscono i secondi sulla via Domenico Tempio, una lingua di asfalto che separa il mare del porto, dalle macerie dell’ex cementificio. Al centro c’è l’ex consorzio agrario, dove è stato ritrovato il corpo di ‘Adele’, così la chiamavano gli amici, la ragazza che sarebbe stata sbranata dai cani, come emerge dall’autopsia.

Ciò che è successo nelle sue ultime ore di vita è custodito dalle ombre che si aggirano tra i cunicoli del palazzone. Fuori c’è la quotidianità che tutti vedono scorrere e alcuni striscioni sventolano con le foto di ‘Adelina’, tra fiori e cuori. Lì davanti, sul marciapiede, ‘Giusy’, che non è il vero nome della ragazza con i tacchi, cerca ‘clienti’ ossessivamente.

Catania, viaggio nel mondo di ‘Adele’

“Non ho fame, non so quando ho mangiato l’ultima volta”, afferma accostando con fatica le parole e perdendo quel sorriso che, a stento, si sforzava di esibire.

Sposta il giubbotto e mostra i ferri che fuoriescono dalla spalla e dal braccio, spezzato da qualche settimana. Non sente dolore, da tempo ha smesso di provare sentimenti, di vivere. Si prostituisce per raccogliere i soldi da portare nella crack-house gestita “dai catanesi”, poche centinaia di metri più in là. La stessa che frequentava ‘Adele’

Ci sono le vedette, Catania se la sono divisa a tavolino i ‘gangster di quartiere’ e i criminali immigrati. “A San Berillo – confida una delle ombre dell’ex consorzio agrario – le gestiscono gli stranieri, a San Cristoforo, invece, gli amici dei mafiosi”.

Poche regole, possono entrare solo i tossicodipendenti conosciuti, ricevono dosi gratis se portano nuovi assuntori. Le ragazze sono giocattoli in balia di psicosi e paranoie provocate dalla droga. Vengono ‘macellate’ nelle crack-house o nelle ‘stanze’ a pagamento dell’ex consorzio agrario.

L’inferno delle crack house

Sono l’anello più debole del sistema. Sullo stesso marciapiede di via Domenico Tempio, quando sta per imbrunire, passeggia una domenicana che è stata vicina ad Adele nel suo ultimo giorno in vita. Lei ha denunciato di essere stata stuprata, sotto gli archi della marina, due anni fa. Gli imputati sono stati assolti, un siracusano e un egiziano, perché la conoscevano prima delle violenze e perché il racconto era pieno di contraddizioni.

La domenicana ‘guadagna’ 400 euro al giorno prostituendosi, ma non riesce neanche a comprare i farmaci che le servono per curarsi. Glieli regala un amico. I soldi finiscono tutti nella crack-house.

La ragazza con i tacchi e la domenicana salgono su diverse macchine, non sono neanche le 18. Un ragazzo smagrito e sporco incolla le parole per chiedere l’elemosina. “Sì, è vero, mi servono per il crack”. Si improvvisa parcheggiatore abusivo tra le strisce blu di piazza Alcalà, raccoglie le monete in una busta di plastica. Sembra di buona famiglia, è garbato, ma ondeggia tra un’auto e l’altra.

Poi si allontana verso San Cristoforo e sparisce. Nel frattempo la domenicana scende da un’auto e si sistema le calze.

I fantasmi di piazza Alcalà

La ragazza col braccio spezzato non si vede da un pezzo. Gli striscioni per ‘Adele’ continuano a sventolare. Non è ancora sera. Appare un’altra ombra, è un catanese divorziato con due figli, uno dei quali laureando. “Non l’ho presa bene quando mia moglie mi ha lasciato, lavoro ancora, ma solo per pochi giorni ogni settimana”. Ha scoperto il crack qualche anno fa e conosciuto ‘Adele’.

“Era una ragazza speciale, di una bontà particolare. Prima lavorava a San Berillo, aveva anche un fidanzato. Frequentava la crack-house di quel quartiere. Poi si è trasferita a San Cristoforo e ha iniziato a frequentare il giro della droga gestito dai catanesi”.

Fumano in un tugurio, mentre i ‘catanesi’ raccolgono fiumi di soldi. “Ciascun socio incassa anche 7 mila euro al giorno, Adele aveva portato un ragazzo, nella crack house, che spendeva bene. Ma poi…”

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