Catania, lo spaccio al viale Nitta e il braccio destro di Tony Trentuno

Catania, lo spaccio al viale Nitta e il braccio destro di Tony Trentuno

La ricerca e la vendita della droga: l'intercettazione

CATANIA – Santo Livoti, detto “Melo”o anche il Vampiro, faceva molta attenzione nell’utilizzare il telefono. Sapeva di poter essere intercettato e così evitava di rispondere a quei messaggi che avevano un contenuto ritenuto compromettente. È lui, assieme al fratello Federico e ad Anthony Carmelo Spampinato, il riferimento della piazza di spaccio al viale Nitta a Librino smantellata la settimana scorsa dall’intervento dei militari dell’Arma con il blitz Sottosopra

Il collaboratore di giustizia

Non a caso di Melo Livoti parla il collaboratore di giustizia Salvatore Scavone, affiliato al clan Santapaola gruppo dei Nizza, il quale svela il ruolo del Vampiro: quello di essere il braccio destro di Tony Trentuno (sfuggito e poi catturato nel blitz Quadrilatero e collegato a Lorenzo Saitta detto Turi Scheletro). Livoti si occupava di tutto ed era incaricato dallo stesso Tony Trentuno di contrattare l’acquisto e la vendita di partite di sostanze stupefacenti. Avrebbe, inoltre, partecipato a dei summit per dei contrasti insorti tra i clan.

E nei momenti di necessità Livoti svolgeva anche ruoli operativi, da tuttofare. Faceva anche da vedetta nei luoghi dello spaccio sostituendo il fratello nei compiti svolti all’interno della abitazione di viale Nitta 12 ovvero nella esazione dei crediti dello spaccio chiedendo, ad esempio a Antonino Capizzi (colui che custodiva la cocaina del gruppo e che la portava nella piazza di spaccio quando ve ne era bisogno) di raggiungerlo immediatamente comando cui il Capizzi obbediva senza indugio.

Il direttore della pizzeria

“Melo ciao volevo sapere se tu facessi servizio a domicilio nella tua pizzeria perché e difficile venire io fammi sapere”. All’utenza telefonica in uso a Livoti, si registravano poi diversi sms nei quali l’interlocutore, simulando di essere interessato all’acquisto di una “pizza”, manifestava la reale intenzione di divenire cliente abituale della “pizzeria” (un termine chiaramente criptico riferito alla piazza di spaccio) gestita da Santo. Lui che nel linguaggio in codice diveniva il “direttore della pizzeria”.

La paura di essere scoperti

Nell’ottobre del 2021 accade un fatto singolare. A causa di un malfunzionamento generale di WhatsApp, i fratelli Santo e Federico Giosuè Livoti sono costretti ad utilizzare le telefonate tradizionali per poter parlare tra di loro.
La circostanza dimostrava anche che i due, per le comunicazioni tra di loro concernenti il traffico di stupefacenti, utilizzavano la App in questione, in quanto al riparo da intercettazioni telefoniche. 

L’intercettazione

Federico invitava il fratello Santo a mettersi immediatamente in movimento in quanto faceva comprendere che la loro attività illecita aveva un’autonomia di ancora un paio di giorni e che il loro rifornitore abituale non era in grado, in queli giorni, di fornirgli la sostanza stupefacente della qualità e del tipo richiesto dalla loro clientela. 

LIVOTI Federico Giosuè: Me!
LIVOTI Santo: ti funziona whatsapp a te?
LIVOTI Federico Giosuè: anche non mi sta funzionando!
LIVOTI Santo: noo?
LIVOTI Federico Giosuè :neanche a te?
LIVOTI Santo: no e allora siamo tutti bloccati da whatsapp
LIVOTI Federico Giosuè: meee,
ci hanno fatto il blitz!
LIVOTI Santo :incomprensibile
LIVOTI Federico Giosuè: incomprensibile non l’ho capito!
LIVOTI Santo: niente c’è tutto whatsapp bloccato
LIVOTI Federico Giosuè: te la posso dire una cosa? dove sei?
LIVOTI Santo: a
casa.
LIVOTI Federico Giosuè: a casa mia? e, e forse che ti devi mettere in movimento a 500000 gradi.
LIVOTI Santo: perchè?
LIVOTI Federico Giosuè: perchèèè? perchè incomprensibile, direttamente, mpare, dice, incomprensibile, non ce n’è da nessuna parte.
LIVOTI Santo: ma che stai dicendo?
LIVOTI Federico Giosuè: ti sto dicendo che incomprensibile, mi deve morire
il bambino. LIVOTI Santo :avanti, sistemati siamo!
LIVOTI Federico Giosuè: mi deve morire mio figlio auh!
LIVOTI Santo: ma scusa
che ti ha detto niente, domai? niente?
LIVOTI Federico Giosuè:
dice sta aspettando è a momenti. 

LIVOTI Santo: e allora se è a momenti tu non puoi tamponare un altro paio di giorni? LIVOTI Federico Giosuè: posso tamponare fino a domani?
LIVOTI Santo: ah, fino a domani, ho capito.
Ho capito, fino a domani, quindi domani ci dobbiamo sedere noi altri, dobbiamo chiarire due cose. 

LIVOTI Federico Giosuè: tu che stai fa, perchè non ti fai un giro?
LIVOTI Santo: visto che è fino a domani, domani chiariamo due cose, certo ora me lo faccio un giro.
LIVOTI Federico Giosuè:
ma vedi che ha otto giorni oggi, domani nove/che dobbiamo chiarire?
LIVOTI Santo: dove me lo faccio ora questo giro, dove dove?
LIVOTI Federico Giosuè: ora ci sediamo, ora vediamo, lui dice mi fa sapere stasera qualche cosa. 

LIVOTI Santo: ma proprio zero è combinato?
LIVOTI Federico Giosuè: no! zero no, pero’ dice no, non è cosa per te.
LIVOTI Santo: madonnaaa miaaa, che guaio, incomprensibile, ma
, chiudi va, ora vediamo.
LIVOTI Federico Giosuè: ciao. 


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