CATANIA – Il Comune di Catania ha pubblicato le liste di Leva “sui nati dell’anno 2009”. Non c’è alcun arruolamento in corso, ma gli elenchi, con centinaia di nominativi, stanno rimbalzando tra le chat degli studenti, molti dei quali sono preoccupati. Ecco a cosa servono.
Catania, pubblicate le liste di Leva
L’incipit dell’avviso può trarre in inganno, il sindaco, attenendosi alle leggi, richiama il “codice dell’arruolamento militare” e il testo unico in materia di “ordinamento militare”.
Trantino “rende noto che l’elenco nominativo dei giovani compresi nella lista di leva dei nati nell’anno 2009, trovasi affisso da oggi e sino a tutto il 15 c.m. all’albo pretorio e nel sito web istituzionale del comune”.
La pubblicazione è avvenuta circa un mese fa, ma i contenuti si sono diffusi, sul web, soltanto adesso.
Nati nel 2009, cosa significa
I giovani “sono stati iscritti nelle liste di leva del Comune. In caso di eventuali errori od omissioni, i cittadini interessati potranno presentare proprie dichiarazioni, osservazioni e reclami entro la fine del mese di febbraio presso l’ufficio Comunale di Leva”.
E ancora, si legge nell’avviso: “I giovani sono iscritti nelle liste di leva secondo l’ordine cronologico di nascita. A corredo della lista, le amministrazioni comunali compilano altresì un elenco alfabetico dei giovani iscritti nella lista facendo riferimento al numero dell’iscrizione”.
Non scatta alcun arruolamento, la pubblicazione delle liste è un adempimento di legge e non c’è alcuna connessione con le operazioni militari in corso.
La leva è stata sospesa
La Legge 23 agosto 2004, n. 226 ha sospeso il servizio militare obbligatorio in Italia a partire dal 1° gennaio 2005, sostituendolo con un esercito professionale basato su volontari.
I nati dal 1986 in poi non sono più obbligati alla naja, ma la leva resta sospesa, non abolita, e può essere ripristinata per casi eccezionali.
I Comuni continuano, quindi, a pubblicare le liste di leva per i maschi dai 17 ai 45 anni, come misura precauzionale prevista dalla legge. Il servizio obbligatorio può essere riattivato con decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del Consiglio dei Ministri, in casi di grave crisi internazionale o stato di guerra.

