In Sicilia rebus Cateno De Luca, il centrosinistra riflette sull'alleanza

Rebus Cateno De Luca, il campo largo all’Ars sfoglia la margherita

Cateno De Luca
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    Il centro sinistra è di fronte all’ennesima e, in ordine di tempo e per ora, ultima giravolta di Cateno De Luca, che sta provando a puntare le sue fiches di nuovo sull’opposizione, dopo che solo qualche settimana fa correva a Palermo pensando Che Schifani gli offrisse l’ingresso organico in maggioranza (collateralmente di fatto c’era già da inizio anno) ma non se ne fece nulla, perchè all’interno della “banda bassotti” e forse pure l’ex “ologramma”, si resero conto dell’insostenibilità dell’operazione, sia sul piano politico che umano, per non parlare di quello organigrammatico, date le pretese dell’aspirante Sindaco di Sicilia, che non avrebbe potuto accontentarsi se non di ruoli di primissimo piano. Per gli stessi motivi fallirà il tentativo di riavvicinamento dall’altra parte, perchè un eventuale patto si infrangerà sullo scoglio di chi dovrà essere il candidato Presidente.

    Come al solito tal De luca mantiene due piedi in una scarpa, solo allo scopo, e ciò è acclarato, di capire quale alleanza lo porterebbe ad avere più potere contrattuale ma non per il bene della Sicilia ma per il suo bene. Praticamente un furbacchione.

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La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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