Centrodestra, i nodi da sciogliere per la tenuta del governo - Live Sicilia

Centrodestra, i nodi da sciogliere per la tenuta del governo

Domani il presidente Schifani vola a Roma.

PALERMO – Le perturbazioni che scuotono la maggioranza di governo sono difficili da scacciare via. La crisi si è allargata a macchia d’olio tanto da toccare il livello nazionale. In Sicilia attorno a Schifani fa scudo il fronte compatto degli assessori che si schierano al fianco del presidente, eccezion fatta per i meloniani (si intende). 

Il presidente non vuole bere l’ennesimo amaro calice servito dai patrioti dopo avere già subito l’imposizione degli assessori non eletti (Francesco Scarpinato ed Elena Pagana) ma non può “rompere” con l’azionista di maggioranza del governo: Fratelli d’Italia. 

In Sicilia i malumori interni alla compagine conservatrice non sono pochi (anche se le bocche rimangono cucite dopo l’ordine di scuderia arrivato da Roma che impone un rigoroso silenzio stampa) e il ritardo con cui il partito si è schierato a difesa di Scarpinato è eloquente, ma l’intervento dell’ex assessore Manlio Messina ha fatto precipitare la situazione. Un attacco frontale a Schifani che il presidente non ha digerito. Il nodo però è tutto politico perché l’ex assessore a Roma gode della protezione di un peso da novanta come Francesco Lollobrigida. 

Ricomporre il quadro non sarà una passeggiata anche perché, al netto delle rassicurazioni ufficiali, i rapporti tra Forza Italia e FdI non sono esattamente idilliaci nemmeno a livello nazionale. Domani Schifani dovrebbe andare nella Capitale per cercare di sondare il terreno con gli alleati (potendo contare sul sostegno di Matteo Salvini che ha visto venerdì nel corso di un faccia a faccia riservato a Palermo). 

Una situazione estremamente delicata che fa passare in secondo piano le ultime invettive di Gianfranco Miccichè. Sulla spaccatura tra Schifani e il coordinatore regionale degli azzurri è intervenuto il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè. 

Secondo l’azzurro il quadro si può ancora ricomporre. “L’unica cosa di cui ha bisogno la Sicilia è essere governata dando l’idea concreta di un cambio rispetto ai vecchi tempi, la litigiosità determina solo una disaffezione dei cittadini nei confronti della politica”, ha detto intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. 

“Parlo con Schifani e Miccichè più o meno quotidianamente so che si tratta di una frattura che si può ricomporre e stiamo lavorando affinché sia ricomposta perché ne va di mezzo il bene della Sicilia e soprattutto il bene che i siciliani devono volere alla politica. E’ l’ora di rimboccarci tutte le maniche e andare insieme verso il bene della Sicilia”, ha spiegato Mulè. Che si avvicini l’ipotesi di un commissario per rimettere insieme i cocci del partito siciliano? Chissà, nel frattempo la priorità rimane tenere insieme la coalizione.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI