PALERMO – “Apprezzo molto il lavoro che sta facendo il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. Nel 2025, la Sicilia ha avuto un incremento del Prodotto interno lordo tre volte superiore a quello nazionale e ha avuto un aumento di occupazione significativo e una buona circolazione di risorse. Il presidente Schifani sta amministrando bene, ha fatto cose positive, rimesso i conti in ordine, l’amministrazione regionale si è mossa bene. È ora di farla finita con le beghe interne ai partiti o fra i consiglieri regionali”. Così Lorenzo Cesa, leader nazionale dell’Udc, a margine del convegno Palermo “L’eredità di don Luigi Sturzo e il ruolo dell’Udc nella politica contemporanea”. Ad attendere il presidente dell’Udc c’erano almeno 600 persone, tra cui il coordinatore regionale del partito, Decio Terrana, e il segretario nazionale Antonio De Poli.
“L’obiettivo prioritario quello di ricostituire dal basso e non solo in Sicilia una rete di donne e uomini che credono nel progetto dell’Udc, nei valori della Democrazia cristiana: mettere al centro la persona, la famiglia”.
Il presidente dell’Udc ha detto che “in Sicilia e in tante altre aree del Paese, c’è una rete di persone democratiche cristiane che ancora hanno voglia di far politica e di riconoscersi in un contenitore politico. E oggi ci presentiamo per questo”, lasciando intendere che le porte del partito sono aperte per gli esponenti della Dc.
“C’è una questione morale da affrontare sempre e ovunque – dice Cesa – Mi auguro che rispetto alle vicende accadute, essendo garantista, si faccia presto chiarezza. Umanamente sono molto vicino alle persone coinvolte, perché le conosco. Per noi, la cosa principale è ricostruire una rete di amici che credono nei nostri valori. Chiedere spazio nei governi, non è un argomento che al momento ci riguarda, poi si vedrà”.

