CATANIA – “Ridurre le diseguaglianze, pari opportunità, rappresentare gli esclusi, neutralizzare il rischio povertà, difendere il lavoro”. Ecco la filosofia della mozione Orlando. Cesare Damiano, presidente dell’area Sinistra Pd, ne ha parlato oggi con i giornalisti catanesi in vista delle primarie del 30 aprile, data in cui si sfideranno ai gazebo il segretario uscente Matteo Renzi, il governatore della Puglia Michele Emiliano, e il Guardasigilli in carica, Andrea Orlando, appunto. È nel pieno, dunque, la battaglia congressuale per la conquista del Pd. Intanto l’area più a sinistra della federazione etnea esulta. Il voto dei circoli della provincia ha fatto registrare percentuali non distanti dal 40%. Numeri che fanno il paio con la polemica sul tesseramento esplosa nelle scorse settimane, tra la vecchia guardia dem e gli ex articolisti Luca Sammartino e Valeria Sudano.
“Uno dei risultati più importanti d’Italia”, ha sottolineato in conferenza stampa Angelo Villari, assessore prossimo alle dimissioni dei Servizi Sociali presso il Comune di Catania. Una notizia che è già nell’area da giorni, motivata dalla volontà di candidarsi all’Assemblea Regionale Siciliana. Ipotesi che lo stesso non smentisce e che anzi rilancia sperando che a sostituirlo possa essere qualcuno con la medesima sensibilità verso le fasce più deboli della popolazione. Attualmente il sindaco Enzo Bianco pare che abbia verificato, ma in maniera infruttuosa, se in zona Comunità di Sant’Egidio ci sia qualcuno disponibile.
“Ridurre le distanze”. Per la parlamentare Luisa Albanella è questa la missione del futuro Pd. E mentre Cesare Damiano annuiva, tenendosi distante però dalle questioni squisitamente locali, anche Giuseppe Beretta, coordinatore regionale della Mozione Orlando, ha battuto sulla necessità che i dem tornino a rappresentare “la società a partire dal mondo del lavoro”. Insomma: sinistra, sinistra e ancora sinistra. Ecco come evitare che il partito scivoli troppo al centro. In fondo, è questo che teme Concetta Raia: che con la vittoria di Renzi il Pd possa avere “poco a che fare con le ragioni che hanno portato alla nascita dei democratici”.

