CATANIA – Cgil: un primissimo bilancio della segreteria guidata da Giacomo Rota. Il sindacato catanese riparte dalla stessa squadra che aveva capitanato Angelo Villari in un contesto sociale non facile. Da Micron al Bellini la strada non sembra in discesa per il neo segretario Giacomo Rota. Messa in soffitta la stagione del sindacato “cinghia di trasmissione” rimane il problema del rapporto con la politica. Rota promuove Bianco e boccia Crocetta, una posizione molto simile a quella del Pd. “La Cgil non ha interlocutori buoni o cattivi, ma valuta alla prova dei fatti. Io non giudico Bianco perché mi è simpatico o perché l’ho votato, ma lo giudico perché nei momenti di crisi quando lo chiamiamo è presente”, dice il neo segretario. Rota loda il metodo concertativo messo in campo dall’amministrazione sulla vicenda degli asili nido pur ammettendo che qualcosa ancora non va. “Si può fare di più? Probabilmente sì, ma siamo passati dalla chiusura agli asili aperti”, dice.
Come stanno andando i primi giorni da segretario provinciale?
Stanno andando come mi aspettavo: bene. Il gruppo dirigente continua il lavoro che ha sempre svolto, c’è una sostanziale continuità con il mio predecessore perché l’impostazione politica e sindacale della Cgil di Catania l’abbiamo data tutti insieme. La Cgil ha un giacimento di energie enormi che continuano lavorare per questa città e questa provincia.
Quali sono le emergenze da affrontare?
Le emergenze sono tante. Cominciamo dalla Micron. Non si può pensare di prendere i soldi e scappare. Non può farlo Micron, non può farlo STM della quale è socio il governo italiano. Non si può pensare di avere preso i soldi per costruire il modulo M6 e per gli investimenti e andare via. Micron applica una logica di rapina del territorio. I 127 lavoratori di Micron devono essere tutti ricollocati in ST, che ha l’obbligo morale di riassumerli. C’è da dire che secondo me è fondamentale l’intervento del governo regionale spesso assente ai tavoli delle trattative. Devo sottolineare le continue assenze del governo Crocetta al tavolo delle trattive, troppo impegnato a fare rimpastini. Siamo di fronte a una situazione pericolosa perché se il governo regionale non c’è e quello italiano non fa sentire il suo peso come ha fatto quello francese, noi perdiamo il treno Micron. Devo segnalare, invece, che l’unico tavolo che è stato finora agibile è quello del Comune di Catania: l’unica istituzione presente a tutti gli incontri.
Quanto pesano i buoni rapporti che intrattenete con l’amministrazione comunale e i pessimi rapporti che avete con l’esecutivo regionale in queste vicende?
Ho troppo rispetto per i miei interlocutori per pensare che i rapporti personali possano in qualche modo toccare questa discussione. Io con Crocetta ho dei rapporti personalmente ottimi e gli do pubblicamente atto di avere portato avanti un lavoro eccezionale sul fronte della legalità. Non a caso l’ho sostenuto e votato (questa è una posizione da uomo libero e privato). La Cgil non ha interlocutori buoni o cattivi, ma valuta alla prova dei fatti. Io non giudico Bianco perché mi è simpatico o perché l’ho votato, ma lo giudico perché nei momenti di crisi quando lo chiamiamo è presente. Il punto è che quando chiamo il governo regionale difficilmente lo trovo. Quando la Cgil siede al tavolo Micron trova una Regione presente ad intermittenza. L’unica persona che ha preso una posizione pubblica durissima è stata Bianco. Quando Bianco farà qualcosa che la Cgil reputerà sbagliata, subirà le nostre critiche.
Sulla gestione degli asili nido comunali c’è stata una certa convergenza con la giunta, no?
Partiamo dai fatti che qualche giovane esasperato farebbe bene a conoscere. La giunta di centro destra guidata da Stancanelli aveva chiuso gli asili nido e, nel silenzio di tutti, solo le organizzazioni sindacali (in primis la Cgil) hanno protestato. Non c’era nessun altro con noi, nessuno di quelli che oggi agita le piazze. Casualmente contro le giunte di centro destra facevano altro. In quell’occasione la Cgil ha duramente criticato il piano di rientro sapendo che c’erano le strettoie della crisi e del debito. Oggi la Cgil ha salutato positivamente il fatto che l’assessore Troiano (che ringraziamo per la sua disponibilità) si è seduto al tavolo delle trattative senza una proposta preconfezionata. Troiano non ha detto: “prendere o lasciare” ma “questa sarebbe la nostra idea, ragioniamo nel merito della questione”. L’amministrazione ha fatto una scommessa. Non c’è dubbio che i costi degli asili nido non potevano diminuire di fronte a un piano di rientro che rischierebbe di chiudere l’offerta sociale di questa città. L’amministrazione ha deciso di rischiare sull’offerta sociale, di forzare la mano. Si può fare di più? Probabilmente sì, ma siamo passati dalla chiusura agli asili aperti. Non basta? Forse no, dobbiamo ancora migliorarla questa cosa. Costano troppo? Sì, ma c’è il piano di rientro. C’è un’eredità di tredici anni di governi Scapagnini- Stancanelli che consegnano un dato a Bianco: il piano di rientro, che se non si rispetta porta al dissesto dell’Ente. A quel punto sì che chiude tutto. Fermo restando che non sono un sostenitore politico di qualunque affermazione provenga dall’amministrazione, ma guardo ai dati. Io non credo che si possa aprire una discussione, semmai mi sarei aspettato la rivolta del popolo quando gli asili li volevano chiudere. Oggi li hanno riaperti, io mi aspetto una critica severa all’amministrazione per migliorarli. Una critica costruttiva, però. L’amministrazione sta rilanciando il metodo della concertazione, dicendo al nostro congresso che solo che le cose concertate e condivise hanno valore per lo sviluppo della città. Le giunte del passato ci proponevano invece soluzioni preconfezionate.
Il metodo della concertazione espunto a livello nazionale e regionale. O mi sbaglio?
A livello nazionale non sanno nemmeno cosa sia. Renzi pensa di discutere con i sindacati per email. Diverso è il caso dell’esecutivo regionale. La regione siciliana riceve le parti sociali senza avere un progetto. A volte ci sediamo al tavolo sull’onda delle vertenze. Ci sarebbe piaciuto che Crocetta, che ha vissuto nelle raffinerie di Gela e ha una certa sensibilità sociale, avesse dimostrato più attenzione per le forze sindacali. Mi aspettavo che capisse il valore della lotta alla mafia fatto dai sindacati, in tal senso la Cgil ha una storia limpida che parla da sola. Mi aspetto che Crocetta faccia ancora di più.
E sul Bellini?
Sono molto preoccupato. L’assessore Stancheris è stata disponibile, certo, ma i soldi non bastano. Chiediamo a Crocetta di avere una strategia più chiara sul mondo della cultura e dei teatri siciliani.
Avrebbe preferito Angelo Villari come assessore regionale?
Il mio predecessore è un uomo di partito. Colgo l’occasione per sottolineare l’immenso lavoro sindacale e sociale che Angelo Villari ha svolto. Il presidente potrebbe avere Angelo Villari come assessore in un quadro complessivo di raccordo con il partito democratico. Villari potrebbe dare un grande contributo al governo. Non entro nel merito di scelte di partito, non compete a me, ma sottolineo il valore di Villari.

