Cgil, sequestro non penalizzi lavoratori

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“In una fase in cui, oltre ai beni, vengono poste sotto sequestro sempre più frequentemente attività imprenditoriali, è necessaria una nuova strategia di gestione delle attività sequestrate per far sì che non ci siano contraccolpi sul tessuto produttivo e sui lavoratori”. Lo dicono Antonio Riolo, componente della segreteria regionale Cgil, e Francesco Cantafia, responsabile del dipartimento legalità e sicurezza del sindacato dopo il maxisequestro di ieri a Palermo di discount intestati a un prestanome dei Lo Piccolo. Come primo passo, i due esponenti sindacali chiedono che l’amministratore giudiziario dei beni produttivi sequestrati ieri convochi subito i sindacati di categoria “per consentire loro – affermano – di collaborare alla migliore gestione possibile del personale dei centri commerciali in questione, dove – rilevano – va peraltro sottolineato che al sindacato è sempre stata sbarrata la strada”. Riolo e Cantafia esprimono “soddisfazione” per l’operazione che “conferma – sostengono – il nostro allarme da tempo lanciato. Riteniamo che il problema non si esaurisca con il sequestro di Palermo – aggiungono – ma che si tratti di fenomeni estesi su cui occorre indagare a fondo e che riguardano tutti i settori dove circola tanto denaro, soprattutto quelli in cui non c’é corrispettivo in beni”.

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