Dal centrodestra ai nuovi renziani | Chi è Tamajo, mister preferenze - Live Sicilia

Dal centrodestra ai nuovi renziani | Chi è Tamajo, mister preferenze

Un passato con Cuffaro, all'Ars con Micciché, la militanza con Cardinale, l’appoggio a Orlando

PALERMO – Basta seguire la cronaca dei suoi interventi e la pioggia dei suoi comunicati stampa per comprendere presto quale sia il bacino elettorale caro a Edy Tamajo: precari dei comuni, lavoratori del 118, dell’Ente per lo sviluppo agricolo, degli Istituti autonomi case popolari, collaboratori scolastici e tutta la categoria dei dipendenti di enti che in qualche modo sono legati alla Regione, ex Pip compresi. Per loro, Edmondo detto Edy c’è sempre, con i suoi non frequenti ma puntualissimi interventi in Aula e soprattutto tra le strade di Sicilia.

Del resto il deputato di Sicilia Futura oggi indagato, l’arte della politica l’ha anche imparata in famiglia. Suo padre Aristide è stato assessore al Comune di Palermo. E nel 2014 lo fece finire dentro una polemica. Tamajo senior, infatti, apparve tra gli assunti nell’ufficio di gabinetto del neo assessore regionale ai Beni cultura Pia Furnari. Erano i mesi in cui quello che ancora di chiamava “Pdr”, voluto da Totò Cardinale, aveva raccolto nomi provenienti dalle più disparate storie politiche per fornire un apporto, un puntello al governo di Rosario Crocetta.

La “svolta a sinistra”, quindi, avvenuta sul convoglio creato dall’ex ministro democristiano, coinvolse anche Edmondo detto Edy, che in realtà aveva un curriculum dal colore assai diverso. Vanta infatti una esperienza con Pdl e col Grande Sud di Micciché e un passato da consigliere comunale con l’Udc di Cuffaro con cui “litigherà” passando poi al gruppo misto. Cinque anni fa è stato candidato con la lista “Grande Sud” di Micciché, appunto, ottenendo più di 5 mila preferenze: un consenso raddoppiato in occasione delle ultime Regionali.

Da quel momento, come detto, il progressivo allontanamento dai lidi del centrodestra. E Tamajo inizia a diventare uno dei frequentatori delle “Leopolde sicule” di Davide Faraone, insieme agli altri colleghi del gruppo che di lì a poco si sarebbe chiamato “Sicilia Futura”. Un gruppo “para-renziano”, appunto. Così in sintonia con l’allora premier e attuale segretario nazionale del Pd, da spingere anche lo stesso Tamajo, elegantissimo in blu, ad applaudirlo dai piedi del palco del teatro Politeama, nei giorni del referendum costituzionale.

A Palermo, Tamajo “pesa”, in termini elettorali. E non a caso, alle ultime elezioni amministrative del capoluogo, la lista “Uniti per Palermo”, spinta proprio da lui e dal compagno di partito Salvo Lo Giudice ottiene un’ottima affermazione, con un 7,5 per cento che contribuisce alla riconferma di Leoluca Orlando. E da una campagna elettorale all’altra, è tutta una vittoria per Tamajo. Che in occasione delle ultime regionali è riuscito a ottenere oltre 11 mila preferenze, nella lista di Sicilia Futura, a sostegno del rettore Fabrizio Micari. Anche se qualcuno in quei giorni sussurrava: “Tamajo dice ai suoi di sostenere Nello Musumeci e addirittura che sarà il suo assessore”. Piccole leggende metropolitane, forse, da campagna elettorale. Dove è stato il più votato del collegio di Palermo. Un finale dolce. Prima dell’amaro.


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