Chi ha paura del maestro frou frou?

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Scordato, noi e i gay
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2 min di lettura

(rp) Ma voi come ve li immaginate i maestri gay? Li vedete come Tognazzi e il compare francese della foto, con quel non so che di frou frou che li renda immediatamente riconoscibili? Ma voi come ve li immaginate i gay, col trattino e il pride perennemente in parata? Col pennacchio alla bersagliera? Col foulard scarlatto? A discettare, se parlano di unità d’Italia, “di quel virilone di Garibaldi”? Pensate a maestri nudi e discinti che leggono agli attoniti alunni delle scuole elementari “Sodomie in corpo 11”, libraccio di Aldo Busi? Io ho conosciuto gay un po’ – come dire – educatamente colorati, rispettosi del pudore, sboccati – credo – in case private dove era privatamente consentito esserlo. Però non ho mai visto un maestro gay, un prof, un bidello messi lì a dare scandalo consapevolmente. Di solito erano persone delicate, con un lieve turbamento e con una consapevolezza intima molto forte, con una fragilità da difendere, con una spiccata intonazione umana, con una casta e accentuata sensibilità nei confronti dei più piccoli.

Perché poi, coloro che danno scandalo ai più piccoli, sono spesso certi omaccioni molto forti e molto etero che in cantina conservano le videocassette dell’orrore. Sono uomini talmente intrisi e malati di machismo, talmente scandalizzati, talmente feriti e talmente incapaci di accettarsi, da non saper comunicare se non con un codice violento. Sono sovente costoro che fanno del male ai bambini. E hanno l’impudicizia di chiamarlo amore.
Altra cosa, sono d’accordo, è la famiglia con i figli. Qui, chi scrive è per il rispetto delle tradizioni, nel nome dei piccoli che non possono scegliere e hanno diritto al maschile e al femminile correttamente dosati nella loro vita (sull’argomento non ho certezze e non ho fatto studi approfonditi, vado a naso). Affinché possano scegliere se restare sulla strada tracciata, o se prenderne un’altra, imparando la lezione superma. La diversità non è la via sbagliata. E’ solo un’altra strada.

Uno si chiede: cari lettori che avete crocifisso padre Scordato per una legittima dichiarazione di primazia dell’amore, per avere semplicemente detto che tutto è puro per i puri, perchè, se si parla di maestri gay, immaginate Ugo Tognazzi con le piume di struzzo? Quando mai è così? Quando mai è stato così? Eppure chi scrive legge alcuni commenti (a sera, con l’occasione di tracciare un bilancio) sulla questione e rimane interdetto, nel rispetto delle opinioni correttamente espresse.  Oltretutto, la vostra è una polemica di cattivo gusto e leggermente datata oggi, nel trionfo del bungabunghesimo. Non ve ne siete accorti? Siamo in un mondo che racconta la sobrietà dei cosiddetti diversi e l’incontinenza dei cosiddetti normali.

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