Chi scrive mafia=sbirri - Live Sicilia

Chi scrive mafia=sbirri

Una scritta. Mafia=sbirri. Cosa vuol dire? Chi c'è dietro? Ecco una plausibile ricostruzione. Partendo, come sempre, dalle parole.

Il commento
di
4 Commenti Condividi

PALERMO- Mi piace aprire la mia riflessione con un complimento al lettore di Livesicilia che ha tentato, prima di me, un’interpretazione della misteriosa scritta apparsa sul muro della stazione di Piraineto qualche giorno fa: bravo, il tuo commento mi sembra una simpatica riprova che i lettori del giornale “non stanno solo a guardare” (come ci ha instancabilmente ripetuto la nota campagna di qualche mese fa) e che una buona alternativa alla passività dei guardoni possa proprio essere la pervicace pratica dell’interpretazione.

Bene. Cosa vorrà proclamare l’ignoto autore della scritta indicando una inaspettata affinità fra mafia e ‘sbirri’? Una prima avvertenza è che l’enigma non ha una soluzione: è impossibile – proprio perché si tratta di una frase volutamente sibillina – dalla sola scritta risalire al suo bersaglio polemico, intendere contro chi la scandalosa equivalenza sia provocatoriamente esibita. Non si può, infatti, stabilire, così a tavolino, la collocazione del nostro writer nel conflitto fra i due eserciti in lotta: potremmo immaginarlo malvivente amareggiato, deluso di come l’organizzazione non sia più ruspante e coesa come ai bei vecchi tempi (intendendo dire, allora, qualcosa tipo “tutti i mafiosi sono ‘sbirri’”: cosa c’è di peggio di dare dello ‘sbirro’ a un mafioso?). Con la stessa legittimità, potremmo, però, immaginarlo poliziotto troppe volte umiliato dalle tante contraddizioni in cui si muove la tutela dell’ordine in città (“tutti gli ‘sbirri’ sono mafiosi”: cosa c’è di peggio di dare del mafioso a uno ‘sbirro’?). Nulla vieta poi di immaginarlo come spettatore terzo di questo scontro, inseguitore delle isolane dietrologie (“in Sicilia, mafia e stato sono la stessa cosa!”). Qualunque di queste prospettive preferiate, tutti questi personaggi, così velocemente tracciati, possiedono un nucleo identitario comune: sono indignati.

A dispetto della chiara inconciliabilità di percorso di vita (una cosa è essere “sbirro”, ben altra essere mafioso, altra cosa ancora non essere né l’uno né l’altro), ognuno di essi potrebbe essere autore della scritta, in nome di una più profonda affinità emotiva. Una tale disposizione mette in ordine sentimenti e comportamenti costruendo una sorta di intelaiatura narrativa a due fasi: un’azione forte, risoluta (scrivere sui muri), di protesta e ribellione in nome di una dignità precedentemente tradita e quindi da riabilitare.

Ecco, allora, il posizionamento del nostro writer: egli è talmente coinvolto nella sua identità di gruppo da identificarvisi integralmente. Proprio per questo, si trova stritolato dalla dialettica fra identità e innovazione: da una parte comprende le necessità di evoluzione del suo gruppo, dall’altra, però, non riesce davvero ad adeguarvisi, assumendo ogni cambiamento con sempre maggiore difficoltà e montante repulsione. Questo effetto di nausea è peraltro rafforzato dal fatto che egli si trova costretto a far buon viso a cattivo gioco: la rovina ai suoi occhi si costruisce per innocenti slittamenti, piccolissimi ma implacabili passi verso il disfacimento, cui è impossibile ragionevolmente sottrarsi. Si tratta, pertanto, di dire basta, di sbottare una volta e per tutte. Prendere in mano la bomboletta e risolutamente dichiarare: “il mio gruppo – perfino il mio mondo! – io proprio non lo riconosco più!”. Allo stesso tempo, proponendomi come risorsa di restaurazione della differenza perduta, eroe (popolare!) della reazione contro il nuovo che avanza.

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

4 Commenti Condividi

Commenti

    Anche un graffito può aiutare a riflettere…
    Palermo, 11 settembre 2012
    Sandro Riotta

    @ Francesco Mangiapane

    <>.

    Facci capire.!!!!!!!!!!!

    Prima di inventare l’interpetrazione dei guardoni.

    Non è da tutti, ma solo per pochi eletti,
    LA FILOSOFIA
    è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull’uomo, indaga sul senso dell’essere e dell’esistenza umana e si prefigge inoltre il tentativo di studiare e definire la natura, le possibilità e i limiti della conoscenza.

    In matematica, un’equazione “dal latino aequo, rendere uguale” è una uguaglianza tra due espressioni contenenti una o più variabili, dette incognite.
    Un insieme di valori che, sostituiti alle incognite, rende vera un’equazione è chiamato soluzione o radice.
    Risolvere un’equazione significa esplicitare l’insieme di tutte le soluzioni dell’equazione o mostrare che non ce ne sono.

    La scritta apparsa a Piraineto è incompleta, l’unica certezza è che colui che ha scritto, in matematica non è bravo, in filosofia ancora meno.

    mafia = sbirri

    e mancante dell’incognita : X e/o 0

    Un mafioso in carriera e/o deluso non associa lo “SBIRRO” perchè contrario ed opposto al suo DNA, contrario alla cultura mafiosa di appartenente e/o di pentito.
    Stessa argomentazione per l’espressione inversa, il DNA si rivolta.

    La certezza ed il dubbio, è gradito, se lo stesso completa l’equazione.

    Ognuno tenta di dare la propria soluzione, nella ricerca dell’incognità.
    Solo dopo avere offerta la soluzione, abbiamo certezza che alcuni non sono guardoni e che hanno risposto correttamente alla soluzione matematica ed al chiarimento del pensiero filosofico, mentre altri non hanno avuto le capacità dovute.

    Un consiglio, ai miei tempi un aiuto allo sviluppo della memoria era la settimana enigmistica.

    Cordialmente
    NatKingCole

    Caro Nat, grazie per il tuo intervento che mi ha molto colpito! Ti do il mio punto di vista, affermare un’equivalenza fra due gruppi così avversi è ovviamente offensivo. Il problema è decidere contro chi questa equivalenza è brandita dall’autore della scritta. A rigor di logica, non si può decidere, non ci sono elementi per dire, quale gruppo (mafia o sbirri) il nostro autore voglia criticare, assimilandolo al nemico.
    Se questo, proprio a rigor di logica, è impossibile da decidere – e quindi tutti i tentativi nei commenti rimangono interessanti supposizioni non dimostrabili – si può dire qualcosa sulla “passione politica” che anima questa persona. Egli è chiaramente un “indignato”. Uno che sbotta perché non riesce più a vedere la differenza fra le cose, uno su cui la nausea prende il sopravvento sul senso critico. Uno per cui polizia e mafia sono la stessa cosa, proprio perché lui stesso non riesce più a capire né la mafia né la polizia. Il mondo dell’indignato è assurdo, inconcepibile, alla rovescia! L’indignato esiste proprio grazie al fatto che stu mondo è alla rovescia, ciò lo dota di una missione, quella di rimetterlo in sesto questo mondo, di riportarlo sulla retta via. Come vedi il problema si sposta. Piuttosto che chiederci per quale ragione egli abbia scritto questa frase, possiamo allora più proficuamente porci la domanda: siamo sicuri che abbia ragione? Siamo sicuri che uno che il mondo sia veramente alla rovescia come dice lui? Siamo sicuri che mafia e polizia siano la stessa cosa? Siamo sicuri che uno che scrive una corbelleria del genere non stia solo parlando per sé, della propria condizione di esasperato, in preda a uno sdegno che onnubila il senso critico, tanto da non farti nemmeno cogliere la differenza fra un delinquente e un poliziotto? Siamo sicuri che gli indignati con il loro piglio di portatori della verità, con il loro sbattere il pugno sul tavolo, siano gli unici depositari del senso ultimo delle cose?

    caro Nat, quella in argomento non è una equazione ma una identità. l’uguaglianza è verificata per ogni valore della x.
    in alcuni casi di non fedeltà allo stato o abusi che si tentano di perpetrare (privilegi spacciati per “motivi di sicurezza”) l’identità, a mio avviso, ci sta tutta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *