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Chinnici, le liste, la direzione rinviata: il caos siciliano del Pd

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20 Agosto 2022, 17:10

3 min di lettura

PALERMO La direzione regionale del Partito democratico non s’ha da fare. Da venerdì che doveva svolgersi, è stata spostata a sabato. E da sabato, a domenica. Il secondo rinvio era nell’aria già nella tarda mattinata di oggi, ma è maturato soltanto intorno alle 14.30, quando è stato comunicato ai componenti del tavolo regionale senza aggiungere ulteriori spiegazioni. I motivi dello spostamento, però, sono il segreto di Pulcinella: i vertici dem stanno ancora cercando una mediazione con la candidata Caterina Chinnici sul tema scottante di questi giorni, le candidature dei nuovi “impresentabili”.

I casi Lupo, Villari e Bosco

Attorno ai nomi di Giuseppe Lupo, Angelo Villari e Luigi Bosco si sta consumando uno scontro sotterraneo tutto piddino. Chinnici, forte della vittoria trionfale alle primarie di coalizione, ha chiesto liste nelle quali potersi specchiare: non solo niente condannati, ma anche niente imputati né indagati. Fuori, quindi, Lupo (imputato a Palermo), Villari e Bosco (imputati a Catania). Nomi troppo pesanti per gli equilibri interni dei democratici siciliani. Non solo per la storia di militanza che hanno, ma anche per il consenso che riscuotono sul territorio, qualcuno più di qualcun altro.

“È una sfiducia nei confronti del segretario provinciale del partito”, avevano fatto trapelare dalla riunione della federazione catanese, un paio di giorni fa. Quando la direzione etnea aveva inviato a quella regionale la lista dei suoi candidati per le elezioni per Palazzo dei Normanni: capolista il segretario regionale Anthony Barbagallo, numero due Angelo Villari. Numero cinque Luigi Bosco. Una sfida diretta all’aspirante governatrice Chinnici. Il cui desiderio di liste “pulite” è una “condizione”, pare necessaria, per confermare la propria disponibilità alla candidatura.

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La mediazione con Chinnici

I boatos dicevano chiaramente che Barbagallo stesse cercando una mediazione. E che volesse ricomporre una crisi interna inevitabile, alimentata anche dalle voci di abbandono del partito che si sono rincorse per ore. Qualcuno dava per certo un Villari pronto a lasciarsi alle spalle il Pd per approdare, armi e bagagli, ad altri lidi. In questo clima è maturato il primo rinvio. A cui adesso se ne aggiunge un secondo.

Esperti conoscitori delle dinamiche politiche, però, ricordano che allontanare la data della direzione, oltre che aggiungere ore al dialogo, serve anche a toglierne al dibattito interno. Se la mediazione viene raccontata come un gioco a porte chiuse tra Chinnici e Barbagallo, altrettanto limitata – necessariamente – non è la discussione in direzione regionale. Che, svolgendosi domani, precede di un solo giorno la scadenza per la presentazione delle liste per le elezioni siciliane del 25 settembre. Il timore dei riottosi è che nel last minute si cerchi di forzare la chiusura, puntando tutto sulla responsabilità nei confronti della patria democratica.

L’annuncio di Cracolici

Nel frattempo, mentre le formiche operose della diplomazia interna sono all’opera, qualcosa si muove anche verso l’esterno. Antonello Cracolici, dopo avere annunciato il suo ritiro dalla corsa per il Senato, comunica oggi il suo ripensamento limitatamente alla partita siciliana: “Tanti mi avete sollecitato a non mollare, chiedendomi di esserci comunque in questa battaglia per le elezioni regionali. Ho deciso di esserci, accettando di candidarmi“, scrive in un messaggio rivolto a chi lo supporta. L’obiettivo non sarà, quindi, Palazzo Madama. Ma di nuovo Palazzo dei Normanni. La conferma ufficiale, però, potrà arrivare solo dopo questa difficilissima riunione della direzione regionale. Fissata per domani alle 18.

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20 Agosto 2022, 17:10

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