CATANIA – A una “liberazione” corrisponde una reclusione. La formula, non scientifica, è del consigliere della seconda municipalità, Rosario Armenio, ed è riferita alla chiusura del lungomare cittadino, stabilita mensilmente dall’amministrazione comunale ormai da oltre un anno, su proposta di alcuni movimenti civici. Armenio, che a proposito ha protocollato un’interrogazione, sostiene infatti che la chiusura al traffico dei viali Lauria e D’Alagona stia causando disagi ai residenti del borgo marinaro di Ognina, costretti a giri immensi per uscire o tornare a casa e impossibilitati a trovare un parcheggio.
“Il problema – spiega Armenio – riguarda soprattutto la Parrocchia e le associazioni come Fratres e Misericordia, difficili da raggiungere in occasione della chiusura del Lungomare la prima domenica del mese. Le persone più anziane o disabili – continua – fanno fatica a raggiungere la chiesa anche per la Messa”.
Un disagio esploso in occasione dell’ultima “liberazione” dello scorso 18 ottobre, quando la comunicazione da parte dell’amministrazione è stata poco tempestiva – come evidenziato dagli stessi attivisti di Lungomare Liberato. “In occasione dell’ultima edizione – sottolinea il consigliere – i cartelli che segnalavano la chiusura della strada sono apparsi appena mezz’ora prima dell’inizio dell’iniziativa e, quasi in contemporanea, venivano elevate le multe ai mezzi posteggiati”.
Armenio evidenzia poi come le abitazioni del borgo marinaro siano prevalentemente case singole, sprovviste di garage. Da qui la richiesta all’amministrazione di escludere il borgo o parte di questo dall’iniziativa “Lungomare liberato” per limitare i disagi alla popolazione, mantenendo inalterato lo spirito dell’iniziativa.

