PALERMO – “Siciliani, calabresi e sardi non saranno lasciati soli dalle istituzioni e dal governo. Saremo accanto a queste persone anche quando i riflettori si spegneranno”. A dirlo è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso di una conferenza stampa con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a Palazzo d’Orleans di Palermo.
Schifani e Tajani hanno fatto il punto su un pacchetto di misure, coordinato dalla Farnesina, a sostegno delle aziende esportatrici o appartenenti alla filiera export. Si tratta di interventi destinati anche a Calabria e Sardegna, volti a compensare i danni causati dal ciclone Harry e a favorire una pronta ripresa dell’attività verso l’estero. “I cento milioni stanziati dal governo servono soltanto per i primissimi interventi – ha aggiunto Tajani -. Il governo poi finanzierà altre iniziative”.
A Palermo anche una delegazione composta dai vertici di Ice, Simest, Sace e Cassa depositi e prestiti. La delegazione ha poi incontrato una rappresentanza degli imprenditori siciliani per illustrare gli strumenti di supporto offerti alle imprese dei territori colpiti.
Schifani: “Ciascuno farà la sua parte”
“Abbiamo ragionato su un piano di sostegno all’economia della nostra regione che vive un momento di difficoltà – ha spiegato Schifani-. Siamo certi che ciascuno farà la sua parte e la conferma di ciò è data dalla presenza di Tajani oggi in Sicilia”.
Accordo Farnesina-Regione Siciliana
Ministero degli Esteri e Regione hanno firmato inoltre un accordo (il primo in Italia) per l’esportazione dei prodotti siciliani all’estero. L’intesa punta alla promozione dell’Italia all’estero e al rafforzamento dei processi di internazionalizzazione delle imprese siciliane. Il protocollo è stato firmato dal dirigente generale del dipartimento regionale delle Attività produttive, Dario Cartabellotta, e dal direttore generale per la Crescita e la promozione delle esportazioni del ministero Mauro Battocchi. Regione e ministero collaboreranno per sostenere lo sviluppo all’estero delle imprese siciliane e delle relative filiere produttive, incrementando il grado di internazionalizzazione, il livello delle esportazioni e la valorizzazione del patrimonio culturale e creativo dell’Isola. “Vogliamo raggiungere i 700 miliardi di export entro il 2027 e la Sicilia – ha illustrato Tajani – non può restare indietro”.
Tajani: i 100 milioni solo un primo step, faremo molto di più
Il tema centrale restano comunque gli aiuti alle zone colpite dal maltempo. Tajani, che ha respinto al mittente le critiche sui ritardi nell’intervento del governo, ha evidenziato: “I 100 milioni che sono stati assegnati sono per interventi di prima necessità, lo Stato farà molto ma molto di più – ha promesso il vicepremier e ministro degli Esteri -. Sarà fatto un decreto che riguarda gli aiuti da dare alla regione Sicilia, alla Calabria e alla Sardegna. Lo approveremo in tempi rapidi. I riflettori devono essere accesi anche nelle settimane e nei mesi successivi al disastro perché i danni subiti dalla Sicilia sono danni profondi per i quali noi abbiamo il dovere di dare il massimo come Stato e come istituzioni”.
In conferenza stampa Tajani e Schifani hanno parlato anche dell’emergenza Niscemi, mentre per quanto riguarda l’incontro con gli imprenditori questo è servito a “presentare una serie di iniziative che intendiamo trasformare in aiuti concreti alle imprese della regione colpite – ha aggiunto Tajani -. Siamo con Ice, Simest, Sace, Cassa Depositi e Prestiti per fornire una serie di opportunità con l’impegno a fare in modo che i ristori possano essere anche assegnati in tempi brevissimi”.
Harry, le soluzioni per i ristori
Tra le proposte di aiuti cui ha fatto cenno Tajani c’è la richiesta da parte italiana di accesso al Fondo europeo di solidarietà “e poi cominciare anche a pensare – ha aggiunto il ministro degli Esteri – di chiedere alla Commissione Ue eventualmente di sospendere l’applicazione della direttiva Bolkestein per le aziende distrutte dall’alluvione. Serve un dialogo e un confronto ma è un’ipotesi”.
Che cos’è la direttiva Bolkestein
La direttiva Bolkestein è una norma europea finalizzata a liberalizzare il mercato dei servizi, promuovendo la concorrenza e riducendo la burocrazia tra i paesi membri. Impone l’obbligo di mettere a gara le concessioni su beni pubblici limitati (come spiagge e demanio) tramite procedure trasparenti, vietando proroghe automatiche
Un pacchetto di misure coordinato dalla Farnesina
Dall’incontro Tajani-Schifani, intanto, emergono i dettagli del piano che si sta mettendo a punto per aiutare le imprese nelle zone colpite dal maltempo. Tra le leve previste: partecipazione gratuita a eventi di promozione e internazionalizzazione, strumenti specifici di finanza agevolata, ristori, proroghe nei pagamenti e credito d’imposta. Diffusi anche un indirizzo e-mail e un numero di telefono al quale le imprese che hanno subito danni a causa del maltempo potranno rivolgersi per mettersi in contatto con la Farnesina: emergenza2026@esteri.it e 349 0929568.

Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) potrebbe mettere in campo, condizionate all’approvazione da parte del Cda dell’agenzia, la partecipazione gratuita a fiere, mostre e manifestazioni Ice in Italia e all’estero. Previsti anche l’accesso gratuito ad attività promozionali, la promozione gratuita su piattaforme di e-commerce internazionali e azioni pubblicitarie speciali sui marketplace esteri gestiti da Ice, oltre alla gratuità di alcuni servizi dell’agenzia.
Gli aiuti per l’internazionalizzazione delle imprese
Previste inoltre, d’intesa con le Regioni, iniziative di internazionalizzazione dedicate (incoming operatori esteri, missioni imprenditoriali, workshop, formazione online), con un budget massimo di 1,5 milioni di euro per ciascuna regione. Le aziende che vorranno avvalersi di queste misure di sostegno dovrebbero presentare autocertificazione attestante operatività nell’area colpita, attività al momento dell’evento, danni subiti e consapevolezza delle responsabilità penali in caso di dichiarazioni false. Il tetto di spesa complessivo è di 15 milioni di euro per le tre regioni. Eventuali quote già versate dalle imprese sarebbero rimborsate.
Piano di contributi a fondo perduto con Simest
D’intesa con Simest (Soluzioni per l’internazionalizzazione delle imprese italiane) , la Farnesina sta predisponendo anche dei contributi a fondo perduto, il cui ammontare è in via di definizione, per l’erogazione di ristori alle imprese esportatrici delle aree colpite, volti a indennizzare le perdite subite, sia materiali che di reddito. In linea con i precedenti ristori (predisposti a seguito delle alluvioni in Emilia Romagna e Toscana nel 2023), la misura potrà essere aperta a tutte le imprese esportatrici (con eccezione di quelle operanti nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca) con un fatturato estero minimo del 3% e a tutte le imprese con un fatturato realizzato per almeno il 10% del totale verso una o più imprese esportatrici. Per rendere operativa questa misura, però, è necessaria l’adozione di una norma primaria. A questo si aggiungono condizioni agevolate per l’accesso al Fondo 394: in particolare, sarà possibile destinare il 90% del finanziamento a spese per il rafforzamento patrimoniale, oltre al 10% di quota a fondo perduto. In questo caso l’operatività della misura arriverà da una delibera del Comitato agevolazioni.
Finanziamenti agevolati e sospensione di quelli in essere
Si prevedono anche un’esenzione da garanzie sulle domande di finanziamento agevolato e la sospensione dei pagamenti in quota capitale e interessi sui finanziamenti in essere a valere sul Fondo 394. Per l’esenzione dalle garanzie è necessaria una norma primaria, mentre per la sospensione dei pagamenti è sufficiente una delibera del Comitato agevolazioni. Sace (Servizi assicurativi e finanziari per le imprese) sta predisponendo misure emergenziali, con una durata temporale fino al 30 giugno 2026: posticipo del pagamento dei premi per le polizze di credito fornitore; proroghe gratuite dei termini delle coperture assicurative (di sei mesi) verso clienti esteri; agevolazioni nella concessione di moratorie (fino a 12 mesi) sui finanziamenti assistiti da Garanzia Sace in favore delle aziende con sede legale su territorio colpito dagli eventi alluvionali. Contestualmente, Sace fornirà assistenza alle aziende con un call center dedicato. Una volta ottenuta l’autorizzazione da parte del Mef (già richiesta da Sace), la misura potrà essere operativa.
Ristori da Cdp sotto forma di credito d’imposta
Cassa depositi e prestiti (Cdp) potrà attivare misure di ristoro sotto forma di credito d’imposta, di importo pari al danno subito (previa certificazione dello stesso da parte del Mef). Tale credito costituisce un diritto certo verso lo Stato ed è utilizzabile in compensazione fiscale nel tempo oppure cedibile. In questo secondo caso, il beneficiario può cedere il credito d’imposta a una banca, che lo utilizza come base per erogare un finanziamento, anticipando liquidità immediata al soggetto colpito. La banca eroga un finanziamento di medio-lungo periodo (anche con durate fino a 20-25 anni) e il rimborso del capitale e degli interessi è sostenuto, in via sostanziale, dal valore del credito d’imposta riconosciuto, che la banca recupera nel tempo tramite compensazione fiscale.
In questo quadro, Cdp stipula una convenzione con Abi per attivare uno specifico plafond dedicato e mette a disposizione provvista alle banche aderenti, che operano sul territorio. Le singole banche sottoscrivono con Cdp una convenzione/contratto quadro, che consente loro di accedere alla liquidità di Cassa depositi e prestiti nell’ambito del plafond e di finanziare i beneficiari finali. Per rendere operativa tale misura, è necessaria l’adozione di una norma primaria definita dal Mef, che individui i soggetti beneficiari (imprese e/o cittadini), le tipologie di danno ammissibili, l’ammontare del ristoro riconoscibile, le modalità di utilizzo e cessione del credito d’imposta.
