ETNA – Il 21 marzo, per l’equinozio di primavera, saranno due mesi esatti che il vulcano è in piena attività. Due mesi di eruzione che regalano scenari entrati oramai nella quotidianietà di chi vive a Catania, o ancor di più per chi risiede nei paesi ai piedi della “Muntagna”. Quel fumo, quella lingua di fuoco, quel camino sempre acceso è entrato nel panorama di ogni mattina e soprattutto di ogni notte. Spettacolare è la vista dal finestrino dell’aereo che sta per atterrare a Fontanarossa. I due percorsi di lava che tagliano il nero della terra scorrono inarrestabili.
E ogni notte, nonostante il divieto di accesso alla Valle del Bove spiccato dalla prefettura, fotografi e escursionisti si avventurano con la loro attrezzature in altre zone del vulcano per non perdere l’occasione di poter ammirare da vicino la grandezza del fenomeno eruttivo e sismico. Come i “ragazzi” di Etna Walk che ieri – nonostante il freddo – hanno realizzato alcuni scatti, uno lo hanno voluto condividere con i lettori di LiveSiciliaCatania. La foto mostra le nubi lenticolari sopra il vulcano. Colore “rosso intenso”.
Un fenomeno scientifico quello delle eruzioni con ancora tanti punti da approfondire, verificare e studiare. Ricercatori, geologi, vulcanologi e sismologi dell’Ingv ogni giorno osservano e monitorano l’Etna. Perchè l’Etna è un grande laboratorio scientifico, oltre ad essere un importante patrimonio paesaggistico e naturalistico.
Ma a proposito di scienza. Parola dunque agli esperti per cercare di capire cosa accade da quasi due mesi sull’Etna. “L’attività persistente al Nuovo Cratere di Sud-Est – spiegano – è caraterizzata da una modesta attività stromboliana all’interno della depressione craterica sommita. Questa attività è accompagnata raramente da piccole emissioni di scarse quantità di cenere diluita. Sta continuando anche l’emissione di lava dal basso fianco del cono del NSEC, nell’area della nicchia di distacco formatasi il 11 febbraio 2014. Il flusso lavico alimentato da una bocca posta all’interno della nicchia di distacco dal mattino del 5 marzo 2014 rimane attivo, anche se con fronti attivi in arretramento, mentre un secondo flusso lavico viene alimentato qualche centinaio di metri più a valle, con un fronte attivo sul margine superiore del campo lavico del 2008-2009, diretto verso nord-est. Dall’8 marzo si sono osservate – aggiungono dall’Ingv – anche sporadiche emissioni di materiale caldo con piccole quantità di cenere vulcanica dalla Bocca Nuova”.

