Colpi nei supermercati | Arrestate due "professioniste"

Colpi nei supermercati | Arrestate due “professioniste”

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Elisabetta Schiavone
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Le due donne sono state sorprese con la refurtiva. I poliziotti poi sono riusciti a ricostruire tutta la storia.

Anna Romano

 RAGUSA– Gli uomini della squadra volante della polizia hanno arrestato due donne, Anna Romano, 48 anni, Elisabetta Schiavone, 45 anni, e denunciato M.S. di anni 64, tutti siracusani. Alle 12.15 di ieri, veniva segnalata al 113 la presenza di tre persone all’interno di un supermercato di via Colajanni a Ragusa che si aggiravano tra gli scaffali. Considerato l’elevato numero di furti presso esercizi commerciali (denunciati negli ultimi mesi e dovuti alla crisi economica) che affliggono i proprietari, sul posto venivano inviate ben due Volanti al fine di poter identificare le persone segnalate.

Le tre persone venivano trovate in possesso della refurtiva (inizialmente di poco valore), cosa che stava inducendo gli agenti operanti a pagare per loro la merce rubata, considerato che c’erano pochi generi alimentari e lo stesso proprietario non voleva procedere. Venivano comunque effettuati degli accertamenti in banca dati e dai riscontri emergeva che le donne erano delle “professioniste” dei furti nei centri commerciali. Si procedeva alla perquisizione dell’auto, dove con grande sorpresa veniva rinvenuta merce per centinaia di euro (cornici in argento, generi alimentari di lusso, vestiti, accessori da donna, suppellettili varie, cosmetici) per altro proveniente da diversi esercizi commerciali a distanza di pochi metri l’uno dall’altro.

Gli uomini della polizia iniziavano subito le indagini al fine di risalire ai legittimi proprietari della merce ed in meno di due ore si riusciva a risalire a tutti i reati commessi ed agli otto esercizi commerciali “colpiti” dai tre siracusani. Le due donne, oltre ad essere delle ottime ladre erano anche delle bravissime attrici, tanto che avevano quasi convinto gli agenti a credere che avevano rubato i generi alimentari per motivi di necessità, perché vivevano in uno stato di povertà. Tra le altre cose, le donne sono state trovate in possesso di 500 euro in contanti e libretti postali con oltre 7.000 euro in deposito. Ai tre siracusani in trasferta non è rimasto che ammettere che questo per loro era un vero e proprio “lavoro”, tanto che vivono da tempo del provento dei furti ai danni di esercizi commerciali di ogni genere, per poi rivendere al mercato nero quanto arraffato.


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