CATANIA – In questi giorni si è creato un palcoscenico fantastico con il tentativo di bollare l’intero consiglio comunale di Catania con l’etichetta di mafiosi. E’ bene ribadire che condividiamo il lavoro della commissione antimafia volto a verificare eventuali infiltrazioni di Cosa Nostra a Palazzo degli Elefanti ma lascia quantomeno perplessi le modalità e le tempistiche di intervento. Fuga di notizie, volontarie o no, che hanno avuto l’effetto di fare di tutta l’erba un fascio e di emettere già le sentenze agli occhi dell’opinione pubblica.
In qualità di presidente della commissione al Bilancio ho visto con favore la presenza dei componenti del “Movimento 5 Stelle” alle sedute pubbliche del nostro organo ispettivo. Una presenza che, mi auguravo, avrebbe portato idee e proposte innovative nella gestione della “Res Pubblica”. Invece c’è stato l’esatto contrario: una serie continua di esternazioni mediatiche ad effetto piene di inesattezze che oggi portano ad interpretazioni errate e distorte della verità che tende ad offuscare il serio lavoro svolto dalle commissioni consiliari. Essere tirati in ballo anche con paragoni che riguardano il comune di Verona: un caso che non può reggere visto che la città veneta presenta condizioni diverse da Catania; non solo perchè gli scaligeri hanno dieci consiglieri comunali in meno rispetto a noi. Insomma solo coreografia maldestra che conferma come non ci siano contenuti validi da proporre in alternativa.
Ubiquità? Spostamenti rapidi? Permanenza breve? Non voglio commentare caso per caso perché le motivazioni sono molteplici e non vanno focalizzate solo con la poca etica dei consiglieri come si è voluto fare credere. Oggi il tutto si tramuta in una caccia alle streghe fino all’inverosimile. Questa non è più politica ma un gioco al massacro che non porta a niente e che non fornisce nessuna soluzione a reali problemi di Catania.

