Condannato per omicidio rischiava il carcere: ne bis in idem

Condannato per omicidio rischiava il carcere per droga, ma è ne bis in idem

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Passa la linea difensiva

PALERMO – Rischiava di tornare in carcere dove è rimasto oltre vent’anni per scontare una condanna per omicidio. La difesa di Davide Amenta ha fatto emergere che per una nuova vicenda di droga è già stato processato. Come sosteneva l’avvocato Alessandro Musso si tratta di un caso di ne bis in idem.

Era il 2002 quando Amenta, allora venditore ambulante di 19 anni, a Siracusa uccise a colpi di pistola Anita Di Luciano con cui aveva avuto una relazione sentimentale. Nel 2023 durante un permesso premio fu sorpreso mentre rientrava in carcere con delle dosi di hashish.

schiavitù
L’avvocato Alessandro Musso

La Procura di Termini Imerese, che indaga su diverse situazioni avvenute nelle carceri siciliane, aveva chiesti gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico per Amenta. Il Gip ha respinto la richiesta ed è stato presentato appello. Il tribunale del Riesame ha stabilito che per competenza territoriale il fascicolo va trasferito a Trapani. Nel caso di Amenta, però, è venuto fuori che ha già subito un processo penale che si è chiuso con un decreto penale di condanna. La legge impedisce di processare un imputato due volte per le stesso reato.


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