PALERMO – Marco Venturi convocato dai probiviri di Confindustria. Giorgio Squinzi che rinnova pubblicamente la sua fiducia ad Antonello Montante. E i vertici confindustriali siciliani che fanno ancora quadrato attorno al presidente. Le nebbie e i veleni della Confindustria isolana continuano a tenere banco. E le polemiche non finiscono. Oggi, poi, sulla stampa si ipotizza l’avvicinamento di un cambio al vertice conseguente alla prossima abdicazione dello stesso Montante.
Ieri, come raccontato da Livesicilia, il numero uno nazionale di Confindustria Squinzi, che Venturi in un’intervista a La Sicilia aveva invitato a parlare del “caso Montante”, ha ribadito la vicinanza al suo delegato per la legalità: “La questione è all’attenzione dei probiviri e aspetto informazioni più precise su quello che è successo in Sicilia, ma personalmente continuo a rinnovare la fiducia ad Antonello Montante”. Squinzi ha parlato a Taranto, al consiglio generale di Confindustria, dove ha avuto accanto proprio Montante.
L’uscita del presidente di Confindsutria è parsa “inopportuna” a Venturi, che nei giorni scorsi aveva attaccato Montante a mezzo stampa denunciando “il grande inganno” della svolta antimafia della Confindustria siciliana. “Non è opportuna – ha scritto ieri Venturi – la dichiarazione del presidente Squinzi che dichiara – a poche ore dalla convocazione pervenutami dal collegio dei probiviri – di “stare” dalla parte di Montante, prima ancora di conoscere il contributo che dovrò offrire, il 1 ottobre pv, al citato organo di verifica. Un contributo di notizie e chiarimenti sui gravi fatti che in questi giorni ho rappresentato alla Stampa, nel pieno rispetto di quanto dichiarato alla Magistratura”.
Ma proprio le dichiarazioni di Venturi, leader confindustriale che per anni è stato molto vicino a Montante (entrando anche nella giunta regionale di Raffaele Lombardo) non sono piaciute ai vertici confindustriali, che, stretti attorno a Montante, in una informale riunione palermitana avrebbero criticato la scelta di Venturi di rivolgersi direttamente ai giornali senza informare l’associazione. Così come imporrebbe il codice etico di Confindustria per il quale l’associato è tenuto “ad informare tempestivamente l’Associazione di ogni situazione suscettibile di modificare il suo rapporto con gli altri imprenditori e/o con l’Associazione, chiedendone il necessario ed adeguato supporto”.
Restano senza risposte le questioni sollevate nel merito da Venturi, che nel suo j’accuse ha tirato in ballo pesantemente anche Rosario Crocetta. Così come il suo ex braccio destro Alfonso Cicero, che è uscito di scena dall’Irsap dopo il “gran rifiuto” dell’incarico di commissario.
Intanto, oggi Repubblica scrive di un imminente cambio della guardia ai vertici della Confindustria siciliana. Che ha avviato da tempo il percorso di riforma interna che porterà alla nascita di un’unica associazione regionale con nove uffici periferici. Il cammino è già in fase avanzata e porterà a una nuova presidenza. Non potrà ricandidarsi Montante, lontano dai riflettori da febbraio quando poco dopo il suo incarico all’Agenzia dei beni confiscati apparve la notizia dell’inchiesta per concorso esterno che lo coinvolgeva a Caltanissetta. Diversi i nomi dei possibili successori, tra i quali Giorgio Cappello, l’imprenditore ragusano presidente della Piccola industria. Il giornale ipotizza un cambio della guardia in poche settimane. In via Volta si prevede di completare il percorso entro la fine dell’anno.

