Consultorio a Catania, sgomberato via Gallo 3 - Live Sicilia

Catania, sgomberati il consultorio e lo studentato autogestito di via Gallo

La denuncia di "Mi cuerpo es mio"

CATANIA – Sgomberato il consultorio “Mi cuerpo es mio” a Catania. Nella mattina di martedì 5 dicembre un’operazione della Polizia ha sgomberato i locali in cui hanno sede un consultorio per donne e uno studentato, in via Gallo 3.

Lo sgombero del consultorio a Catania

Le operazioni sono state annunciate dallo stesso consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio” con un post sui propri canali social: “La risposta di ordine pubblico – si legge – comune e istituzioni all’indomani del 25 novembre è questa: decidere di sgomberare uno dei pochi posti che si oppone e contrasta la violenza di genere sul territorio, in cui giovani e meno giovani si organizzano contro il patriarcato”.

Come informa la questura di Catania, lo sgombero è stato attuato in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo della Procura di Catania, per restituire all’Ente Biblioteche riunite Civica Ursino Recupero lo stabile in cui ha sede il consultorio. Sempre secondo informazioni diffuse dalla questura etnea, lo stabile era occupato dal febbraio 2018 dagli aderenti del centro sociale Liotru/Spazi Sociali.

Le operazioni si sarebbero svolte senza particolari problemi di ordine pubblico, con gli occupanti che hanno lasciato i locali e sono scesi in strada a manifestare contro la chiusura. La questura precisa che l’immobile non ha mai ospitato famiglie ma solo aderenti e attivisti del centro sociale, e che “in esito agli accertamenti delegati alla Digos della Questura di Catania, sono stati acquisiti indizi utili per contestare ad undici aderenti al centro sociale Liotru/Spazi Sociali,il reato di invasione/occupazione di edificio pubblico”

Arci: “Atto gravissimo”

Sullo sgombero prende posizione il comitato territoriale Arci di Catania, con una nota in cui si legge: “Lo sgombero in corso a Catania dello studentato 95100, sede delle attività di consultorio, di Non Una Di Meno, cuore della lotta transfemminista, è un’azione insensata e gravissima. Ancora più grave è che la titolarità dell’immobile sia anche dell’Università di Catania che ha consentito una azione così stupida e violenta. Università al centro di operazioni immobiliari enormi nella zona e che non aveva alcun bisogno di quegli spazi”.

“È grottesco e assurdo – si legge ancora – che mentre il Comune avalla l’occupazione di beni confiscati da parte dei mafiosi e l’Università tiene sottoutilizzati e chiusi molti dei suoi locali, si procede allo sgombero di uno spazio vivo e indispensabile per la comunità. Sindaco e Rettore diano spiegazioni e restituiscano immediatamente quello spazio alle studentesse, agli studenti, alle attività a sostegno delle donne e alla lotta transfemminista”.

La replica di UniCt

“In merito alle notizie di stampa riguardanti lo sgombero dell’edificio di via Gallo, si precisa che l’Università di Catania non è proprietaria dell’immobile in questione. L’Ateneo inoltre non ha avuto nessun ruolo nell’attività condotta questa mattina dalle Forze dell’Ordine”.

Il Partito Democratico: “Fermare lo sgombero”

Sullo sgombero intervengono con una nota Maria Grazia Leone, segretaria della federazione catanese del Partito Democratico, e Sergio Lima, componente delle segreteria regionale e della direzione nazionale del Pd: “A Catania – si legge – la graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare conta oltre seimila nuclei familiari, oltre tremila sono gli sfratti annuali quasi sempre per morosità incolpevole e più di duemila sono le richieste di contributo per l’affitto. Sempre a Catania il sistema dei consultori, come in tutta la regione, soffre carenze di organico e di spazi adeguati”.

“È in questa città – continua la nota – in preda alle emergenze civili e sociali come ci ricorda la cronaca di queste ore, che si procede allo sgombero dello studentato 95100 che offre servizi gratuiti di assistenza e di consultorio gestito da non una di meno. Uno sgombero assolutamente ingiustificato visto che i locali giacevano da anni in stato di abbandono. Chiediamo che si fermino immediatamente le operazioni di sgombero e che si trovi una soluzione per mantenere operativa una struttura che offre servizi sociali essenziali e copre le mancanze colpevoli delle istituzioni”.

Sinistra Italiana: “Vergogna istituzionale”

“Stamattina alle 05.30,  la polizia, con grande spiegamento di forze, è entrata nello studentato e nel consultorio di via Gallo, sgombrando con violenza le studentesse e gli studenti che stavano dormendo”. Sinistra Italiana, in una nota diffusa alla stampa, esprime sdegno per lo sgombero dello studentato e del consultorio di via Gallo.

“Lo sgombero di un luogo di assistenza alle donne che subiscono violenza, è una vergogna di cui le istituzioni catanesi devono rispondere alla cittadinanza.  Di fronte all’aumento esponenziale degli episodi di violenza sulle donne il governo Meloni, insieme alle sue articolazioni nel territorio, porta avanti la linea di delegare alle associazioni vicine alla destra, come pro vita, l’educazione e il rapporto con le donne vittime di violenza”, prosegue il comunicato.

“Tutte le associazioni che non si adeguano vanno chiuse o emarginate. Ora che il disordine ha trionfato, ora che in una città dove manca tutto l’ennesimo presidio di socialità e solidarietà è stato sgomberato, noi stiamo accanto a chi dedica la sua giovinezza alla militanza politica e sociale, a chi prova a costruire comunità e una città diversa. Sinistra Italiana sarà con le compagne e i compagni senza se e senza ma. Lo studentato e il consultorio non si toccano”.


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