Giornata di siparietti e fuorionda quella di ieri alla Camera dei deputati, durante il dibattito sulla fiducia al Governo Conte. Il premier infatti si è più volte intrattenuto, a microfoni aperti, con il suo vice Luigi Di Maio.
Il primo momento imbarazzante c’è stato quando, all’inizio del suo intervento, Giuseppe Conte non trovava gli appunti. “Sono quelli? Sono qui?” chiede l’altro vice Matteo Salvini, cercandoli fra i tanti fogli presenti sul banco del governo. “Mi dai un attimo quel foglio” dice il premier, rivolgendosi a Di Maio. In aula è il silenzio, in attesa del discorso che non inizia. Il capo politico grillino – allora – mette la mano davanti la bocca e rassicura il primo ministro sottovoce: “Te li passo io, tranquillo. C’è il microfono aperto”.
Dopo aver ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, citandolo anche per gli attacchi sul web subiti da “un suo congiunto” (frase che ha scatenato la reazione delle opposizioni, riferita a Piersanti, presidente della regione Sicilia assassinato dalla Mafia nel 1980), per Conte nuovi momenti di smarrimento: “Lo posso dire questo?” ha chiesto ancora una volta a Di Maio, che ha risposto sentenziando con un secco “No”.

