PALERMO – E’ appena partito dal concentramento di Piazza Verdi (Teatro Massimo) il primo corteo studentesco, partecipato da migliaia di studenti delle scuole di Palermo.Il corteo che si apre con uno striscione con su scritto “Renzi e Giannini come la Gelmini: le scuole crollano mentre i politici parlano” si sta dirigendo per le strade del centro storico cittadino. Disagi al traffico in centro città, sull’asse via Ruggiero Settimo-Via Maqueda.
Il corteo studentesco, dopo aver attraversato le strade del centro storico cittadino, si è diretto in Piazza Pretoria, dove un gruppo di studenti ha depositato per protesta una cinquantina di sacchetti di rifiuti davanti il Palazzo del Comune. L’azione di protesta è una risposta alla difficile situazione in cui versano le scuole cittadine sempre più spesso lasciate al degrado e all’incuria. Solo di qualche giorno fa infatti è il caso dell’Istituto Benedetto Croce in cui gli studenti, la mattina, hanno trovato di fronte l’ingresso della scuola cassonetti completamente saturi di rifiuti che si riversavano anche sulla strade ostruendone completamente l’ingresso. Siamo stanchi di vivere questa situazione e oggi portiamo in dono al Comune i rifiuti che ci ritroviamo davanti le nostre scuola – dichiara Alessia Giammanco, studentessa del Regina Margherita -. Dopo l’azione gli studenti, una volta ricompattato il corteo, continuano la protesta in direzione Palazzo Comitini sede della Provincia.
“Leggendo le linee guida della “Buona Scuola” proposta dal duo Renzi-Giannini – scrivono gli studenti in una nota – come alunni notiamo la stessa continuità con la riforma Gelmini, afferma Vito Planeta, dell’istituto magistrale Regina Margherita e portavoce del Coordinamento Studenti Medi Palermo. La Buona Scuola di Renzi si traduce in una sempre maggior privatizzazione delle scuole, in un abbassamento della qualità dell’offerta formativa, nello sfruttamento del lavoro degli studenti e nella precarietà d’insegnamento per la classe docente – continua Planeta -. Noi studenti in questi anni abbiamo subito aumenti di tasse e spese scolastiche sempre più esose, il peggioramento delle condizioni di vita e di studio in classi troppo affollate e in strutture fatiscenti alcune delle quali abbiamo persino visto crollare. Abbiamo vissuto l’irrigidimento dei rapporti i con i docenti sempre più prepotenti grazie al ricatto del voto di condotta e la repressione nei confronti di chi fra noi si oppone apertamente a questo stato di cose. A ciò si aggiunge adesso quello che il governo definisce “avviamento al lavoro” ma questo apprendistato obbligatorio altro non è per noi che sfruttamento gratuito. Non parliamo poi dell’annunciata cancellazione degli organi collegiali che non avranno più nessun peso decisionale lasciando che indirizzi, obiettivi e valutazioni vengano posti nelle mani dei dirigenti scolastici e privati, il cui unico interesse sarà conseguire profitto economico. Anche in questa riforma, infatti, si parla dell’ingresso dei privati nei Consigli d’Istituto delle scuole, ciò comporta che gli istituti dovranno attrarre investimenti privati per potersi mantenere in vita svendendo al migliore offerente la formazione e quindi il nostro futuro. Già qualche settimana fa abbiamo avuto modo – continua Planeta – di far presente al premier, che la Buona Scuola non è di certo buona per noi e che per questo già da oggi, e per tutto l’autunno, scenderemo in piazza per far sentire la nostra voce per poterci riappropriare del nostro futuro”.
“Gli studenti palermitani – conclude la nota – oggi inondano le piazze cittadine al grido di #iononcisto per ribadire, ancora una volta, l’idea che faremo di tutto per bloccare il processo in corso di smantellamento della scuola pubblica e che non ci faremo ingannare così facilmente da questa casta politica, in quanto ci risulta palese che a cambiare siano solo i volti ma non gli obiettivi ne politiche”.

