"Così un ascesso può uccidere | Mai sottovalutare il problema" - Live Sicilia

“Così un ascesso può uccidere | Mai sottovalutare il problema”

Mario Di Grazia

Ma si può morire per una semplice infezione non curata? L'esperto risponde.

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PALERMO – Aveva perso i sensi in casa dopo aver sopportato per settimane un forte mal di denti. Poi la paura, la corsa in ospedale, prima al Buccheri La Ferla e poi al Civico, il trasferimento in rianimazione e, dopo giorni di agonia, il decesso. Gaetana Priola, 18 enne, è morta all’ospedale Civico. Al suo arrivo l’infezione, partita dalla bocca, si era estesa al collo e ai polmoni. Come può un semplice ascesso uccidere una ragazza di appena 18 anni? Il referto del Civico parla di “choc settico polmonare”. E in effetti, pur trattandosi di una situazione limite a cui si è giunti molto probabilmente per aver sottovalutato o trascurato a lungo il problema “anche un ascesso, può degenerare in infezioni letali – spiega Mario Di Grazia, specialista in Odontoiatria -. Si tratta di un accumulo di pus, di microbi che se non vengono curati nei tempi e nei modi giusti possono contaminare, tramite il sistema linfatico e cardiocircolatorio, siti sensibili ai batteri come il cuore, il cervello o i polmoni. Casi del genere però – prosegue il medico – avvengono una volta su un milione”.

Secondo Di Grazia: “l’ospedale non ha colpa, se l’infezione era già sparsa nulla avrebbe potuto fermarla”. Il decesso poteva essere evitato con una semplice visita dentistica e con l’avvio di una terapia antibiotica. “La paziente, mi duole dirlo, è stata negligente – prosegue – quando è svenuta l’infezione era già progredita in setticemia. Il sistema immunitario, probabilmente fragile, non è riuscito a difendere l’organismo. Ricordo un caso simile – continua lo specialista – avvenuto poco tempo fa in America. Un bimbo molto piccolo è morto per lo stesso problema, un’infezione da ascesso dentale che, trascurata, ha contaminato il cervello ed è stata giudicata incurabile. Anche allora il decesso poteva essere evitato. Che dire… bisogna smetterla di essere leggeri quando si tratta di problemi che affliggono denti e bocca e, anzi, essi devono essere trattati con una certa urgenza”.

La ragazza inizialmente non si era curata perché non avrebbe avuto i soldi per andare dal dentista. “Chi non può permettersi la visita privata – dice ancora Di Grazia – il cui costo oscilla sui cento euro può recarsi benissimo al pronto soccorso o usufruire delle strutture pubbliche presenti sul territorio”. Il consiglio dunque è quello di “non prendere mai sottogamba un banale mal di denti – conclude – le visite dal dentista devono essere fatte almeno due volte l’anno, come avviene in tutti i paesi civilizzati. La regola è sempre la stessa, prevenire è meglio che curare e, spesso, è essenziale per evitare tragedie del genere”.

 


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