Covid, Gimbe: "Su quarte dosi del vaccino ritardo clamoroso" - Live Sicilia

Covid, Gimbe: “Su quarte dosi del vaccino ritardo clamoroso”

Per la Fondazione ci si avvicina all'autunno in una condizione sfavorevole
CORONAVIRUS
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PALERMO – “Clamoroso ritardo” per la campagna di vaccinazione per la quarta dose (secondo booster) del vaccino anti-Covid: fino alla mattina del 24 agosto somministrate “solo 2,18 milioni di dosi” (circa 10mila al giorno di media nella settimana ) con un calo del 12,4% sulla scorsa settimana, mentre restano scoperti 14,3 milioni di over 60 e fragili, soggetti a cui la campagna è destinata. Lo rileva la Fondazione Gimbe nel suo montoraggio indipendente. Inoltre sono 6,82 milioni i non vaccinati, di cui 1,31mln di guariti protetti solo temporaneamente; 7,63mln è senza 3/a dose, di cui 2,56mln di guariti che non possono riceverla nell’immediato.

In particolare – rileva il monitoraggio di Gimbe (relativo alla settimana nella settimana 17-23 agosto 2022), le somministrazioni delle quarte dosi “sono molto lontane dal target di 100 mila al giorno fissato dalle linee di indirizzo dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale”. In base alla platea ufficiale (17.140.056 di cui 5.480.919 della fascia 60-69 anni; 4.425.006 della fascia 70-79 anni; 3.691.879 di over 80; 3.454.153 di pazienti fragili e 88.099 di ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 27 luglio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 16,7% con nette differenze regionali: dal 6,4% della Provincia Autonoma di Bolzano al 32,3% del Piemonte.

Per le altre somministrazioni, sostanzialmente ferme le percentuali di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino (88,2% della platea) e di chi ha completato il ciclo vaccinale (86,7% della platea). I non vaccinati sono 6,82 milioni, di cui 1,31 milioni di guariti protetti solo temporaneamente; 7,63 milioni di persone non hanno ancora ricevuto la terza dose, di cui 2,56 milioni di guariti che non possono riceverla nell’immediato.

Nel commento che accompagna la diffusione del nuovo monitoraggio indipendente sull’andamento del Covid in Italia, il presidente della Fondazione dice che “con l’arresto della discesa dei casi, una popolazione vulnerabile molto numerosa e senza un piano di preparazione per la stagione autunno-inverno si rischia di compromettere la salute e la vita delle persone più fragili”.

“Se nella campagna elettorale, che ha monopolizzato l’informazione pubblica – afferma Cartabellotta – la pandemia ha trovato posto solo per strumentalizzazioni politiche, i dati mostrano che ci affacciamo alla stagione autunno-inverno in una situazione non favorevole. Innanzitutto, la discesa della quinta ondata sembra essersi arrestata e in piena estate la circolazione virale rimane ancora molto elevata rispetto agli anni precedenti: al 23 agosto oltre 750 mila positivi (numero ampiamente sottostimato), un tasso di positività dei tamponi antigenici al 17,4% e una media di oltre 25 mila nuovi casi al giorno. In secondo luogo, la popolazione a rischio di malattia grave è molto numerosa: al 24 agosto, prendendo in considerazione over 60 e fragili, al lordo delle persone guarite temporaneamente protette, si contano 893 mila non vaccinati, 1,91 milioni senza terza dose e 14,3 milioni senza quarta dose”.

Infine, rileva Cartabellotta “non è ancora stato reso pubblico alcun piano di preparazione per la stagione autunno-inverno, fortemente invocato dalla Fondazione Gimbe sulla scia delle raccomandazioni dell’Oms Europa: aumentare le coperture vaccinali (con tre dosi) nella popolazione generale; offrire la quarta dose alle persone a rischio dopo 120 dalla somministrazione della terza; promuovere l’utilizzo delle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici; areare gli spazi pubblici affollati, quali scuole, uffici, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblico; applicare rigorosi protocolli terapeutici per le persone a rischio di malattia grave”.

In assenza di certezze su quando sarà pienamente operativo il nuovo Esecutivo, “il rischio concreto – conclude il presidente di Gimbe – è quello di trovarsi in piena stagione autunnale ad inseguire il virus per l’ennesima volta, compromettendo la salute e la vita delle persone più fragili e ritardando l’assistenza sanitaria per i pazienti con altre patologie”.


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