Covid, il bollettino sui dati in Italia: oltre 118 mila nuovi contagi - Live Sicilia

Covid, il bollettino sui dati in Italia: oltre 118 mila nuovi contagi

La Fiaso: calano ricoverati 'per Covid', aumentano 'con Covid'
CORONAVIRUS
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PALERMO – Sono oltre 118 mila i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute: e nello specifico 118.994. Ieri erano stati 133.142. Le vittime sono invece 395, mentre ieri erano state 427.

I tamponi i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, sono 964.521. Ieri erano stati 1.246.987. Il tasso di positività è al 12,3%, in aumento rispetto al 10,1% di ieri. Sono invece 1.524 nelle terapie intensive, 25 in meno di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 104. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.550, ovvero 323 in meno rispetto a ieri.

Dall’inizio della pandemia sono 11.235.745 gli italiani contagiati dal Covid, secondo i dati del ministero della Salute. Gli attualmente positivi sono 2.407.626, in calo di 68.888 nelle ultime 24 ore mentre i morti sono 147.320. I dimessi e i guariti sono invece 8.680.799 con un incremento di 187.816 rispetto a ieri.

La Fiaso: calano ricoverati ‘per Covid’, aumentano ‘con Covid’

Nell’ultima settimana, secondo la rilevazione Fiaso su 20 ospedali sentinella, negli ospedali diminuiscono i ricoverati ‘Per Covid’ mentre aumentano i pazienti ‘Con Covid’, e cioè ricoverati per altre patologie e che risultano positivi. In particolare, nei reparti ordinari i pazienti ricoverati ‘con Covid’ sono il 37% del totale (rispetto al 35% della scorsa settimana) . Nei reparti di intensiva, invece, i pazienti ‘con Covid’ sono il 16% (erano l’8% la scorsa settimana). I ricoverati ‘per Covid’, in calo, sono invece il 63% nei reparti ordinari (65% la scorsa settimana) e sono l’84% nelle intensive (7 giorni fa erano il 92%).

La lettura dei ricoveri deve considerare necessariamente i ricoverati Per e Con Covid perché i pazienti positivi al virus ma in ospedale per curare fratture, tumori, patologie cardiologiche sono ormai quasi il 40% del totale dei ricoverati in area Covid. Questo è cruciale per l’organizzazione degli ospedali e anche per la corretta interpretazione epidemiologica dell’impatto della pandemia”, commenta il presidente di Fiaso Giovanni Migliore. L’andamento della pandemia, infatti, segue due differenti curve: è in discesa per quanto riguarda i pazienti ‘per Covid’ mentre è in salita per i ricoveri ‘con Covid’.

“La suddivisione dei ricoveri Per e Con Covid e l’analisi differente evidenzia – spiega Migliore – e conferma la protezione vaccinale crescente verso la malattia: in ospedale arrivano in tanti positivi per una frattura, per un intervento chirurgico, per una malattia cardiaca e, proprio grazie al vaccino, non hanno sviluppato sindromi respiratorie ma risultano asintomatici al Covid. Con una copertura vaccinale molto ampia, oltre l’80% della popolazione, nei prossimi mesi dovremo abituarci sempre più a questa tipologia di pazienti che necessitano assistenza sanitaria specialistica ma vanno isolati in reparti ad hoc in quanto contagiati. Dovremo, insomma, assicurare ai pazienti positivi le cure per altre patologie senza ritardi o rinvii, ma dovremo farlo in setting assistenziali separati”.

In Terapia intensiva, i pazienti positivi al virus ma con altre patologie sono il 16%: si tratta di pazienti con scompensi interni (32%), con ischemie o emorragie cerebrali (16%), pazienti che devono essere sottoposti a interventi chirurgici indifferibili (19%), traumi e fratture (6%). “L’epidemia è in frenata e il segnale più tangibile di come la corsa del virus stia rallentando è proprio quello che arriva dalle terapie intensive nelle quali il numero dei pazienti gravi ricoverati con patologia polmonare si è ridotto. Occorre sottolineare, però, che in Terapia intensiva ci finiscono per la stragrande maggioranza pazienti che hanno sviluppato la patologia tipica da Covid e si tratta per lo più di non vaccinati”, conclude Migliore.

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