Cresce la disoccupazione | L'allarme della Cisl

Cresce la disoccupazione | L’allarme della Cisl

In Sicilia il tasso per lo scorso mese di novembre è cresciuto in Sicilia dello 0,5 per cento rispetto al mese precedente.

I dati istat
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PALERMO – Dati ancora una volta in crescita per quanto riguarda la disoccupazione. Il tasso per lo scorso mese di novembre, secondo i dati pubblicati dall’Istat, è cresciuto in Sicilia dello 0,5 per cento rispetto al mese precedente (contro una media nazionale di +0,2%) e dell’1,8 per cento rispetto al Novembre 2012 (contro la media nazionale di +1,4%), attestandosi al 21,1 per cento.

Il dato sulla disoccupazione giovanile, che comprende le persone tra i 15 ed i 24 anni in cerca di occupazione, è aumentato dello 0,4 per cento (media nazionale +0,2%), attestandosi alla vertiginosa cifra del 55,9 per cento, il secondo dato più alto in Italia (solo la Calabria fa peggio), lontana dal 41,6 per cento dalla già elevata media italiana e distante anni luce dalla media dell’Unione Europea, ferma al 24%. La crescita tendenziale della disoccupazione è più consistente per gli uomini (+17,2%) che per le donne (+6,1%), anche se la percentuale delle disoccupate rimane ancora superiore a quella degli uomini.

Critica sulla situazione la Cisl, che per bocca del segretario regionale della Fisascat Mimma Calabrò parla di un problema ormai endemico e di scottante urgenza. “Oltre al dato strutturale – afferma Calabrò – si aggiunge la mancata risoluzione della crisi, che ormai ci affligge da cinque anni. In Sicilia si vive di ammortizzatori sociali, con il rischio concreto che il 70% di coloro che sono in cassa integrazione perdano definitivamente il posto. Ormai, anche la pensione della nonna fa da ammortizzatore sociale, vista la mancanza di occupazione. Va bene puntare gli occhi sul sempre crescente problema della disoccupazione giovanile, ma il grosso del disagio sono oramai gli over 50 che perdono il lavoro, troppo vecchi per la ricollocazione ed ancora troppo giovani per il pensionamento. Si cerchi una soluzione – dice il segretario della Fisascat – per un turismo che ad oggi è totalmente slegato dalla realtà e dalle esigenze dei turisti, e per il commercio, dato che il pullulare degli ipermercati e dei grossi centri commerciali in periferia o fuori città ha distrutto le piccole e medie attività nei centri urbani, aumentando le chiusure e la disoccupazione”.

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