Crocetta e le impugnative da Roma | "Non sono un fatto politico"

Crocetta e le impugnative da Roma | “Non sono un fatto politico”

Crocetta e le impugnative da Roma | “Non sono un fatto politico”

Il governatore: "Parlare di scarsa credibilità della Sicilia mi sembra fuorviante e fuori luogo".

gli stop del consiglio dei ministri
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PALERMO – “Dispiace che taluni trasformino la vicenda delle impugnative del governo nazionale, in una questione politica”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Qui di seguito riporto i dati relativi ad alcune regioni rispetto alle impugnative che il governo nazionale ha fatto dal 2013 ad oggi: Sicilia 4 impugnative, Lombardia 6, Basilicata 8, Veneto 8 , Abruzzo 10, Toscana 5, Puglia 5 – per il Lazio anche la legge sull’acqua”. “Dai dati si deduce molto bene – aggiunge – che non c’è alcuna vicenda politica e che le impugnative riguardano questioni dettate dalle valutazioni sollevate da organismi tecnici dei vari ministeri, a volte si tratta di conflitti di attribuzione e o altro ancora. La Costituzione – continua il presidente – prevede una camera di compensazione che è la Corte Costituzionale per risolvere tali conflitti. Parlare di scarsa credibilità della Sicilia, quando la stessa regione del premier ha dovuto subire ben 5 impugnative, sinceramente mi sembra fuorviante, fuori luogo e mi rifiuto di pensare che dietro l’atteggiamento del governo, possano esserci ragioni politiche. Il governo e il parlamento siciliano sono custodi dello Statuto e persino gelosi della propria autonomia”. “Il quadro istituzionale di riferimento – conclude – tende a limitare l’autonomia delle regioni e le relative specificità ed è normale che in questa fase della storia le impugnative siano numerose. Come abbiamo dimostrato non riguardano né prevalentemente né esclusivamente la Sicilia. Per quanto riguarda l’impugnativa sui liberi consorzi e le città metropolitane, abbiamo già discusso col governo e condiviso soluzioni. E’ ovvio che la legge è il frutto del lavoro complesso di mediazioni necessarie d’aula, come avviene in tutti parlamenti, compreso quello nazionale. Il governo doveva impugnare per non fare decadere il termine, la Regione è pronta a una modifica concordata di tale legge e il governo ha garantito che ritirerà l’impugnativa nel momento in cui la legge verrà modificata. Tutto qui. Basta dunque con le speculazioni politiche attorno a questioni che attengono alla normale dialettica costituzionale tra organismi differenti”.

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