Dalla firma di Marino allo tsunami | Il destino ora è appeso ad un filo

Dalla firma di Marino allo tsunami | Il destino ora è appeso ad un filo

La bufera scoppiata nelle scorse ore rende decisamente fitte le nubi attorno alla formazione rossoazzurra. Si preannuncia un'estate torrida ai piedi dell'Etna: la retrocessione in Lega Pro, evitata sul campo proprio grazie alle gare finite al centro dell'operazione "I treni del gol", ora rischia di diventare la migliore delle ipotesi.

il futuro degli etnei
di
2 min di lettura

CATANIA. E dire che fino a ieri sera si parlava solo dell’imminente firma in calce sul contratto di Pasquale Marino. Era stato lui il prescelto. A lui sarebbe stato affidato il vessillo della speranza dopo due stagioni in cui l’oscurità aveva avuto il sopravvento su tutto. Anche, e soprattutto, sull’umore di quell’oceano di cuori rossoazzurri mai domi che avevano inondato di abbonamenti (oltre 10 mila) il buon vecchio Massimino nel campionato appena concluso. E, invece, è bastata una sola notte per ripiombare nuovamente nello sconforto. Solo che questa volta la situazione ha assunto contorni drammatici.

Ed, allora, proviamo a ragionare. All’orizzonte, si intravede un’unica cosa. Ovvero, una estate che sarà rovente. Incandescente. Il destino del Calcio Catania appeso ad un filo o, meglio, in primis ai faldoni piene zeppe di carte riversate all’interne delle aule della giustizia sportiva. Il Catania rischia di essere scaraventato nel mare in tempesta delle categorie inferiori. A primo acchitto viene da dire che, nella migliore delle ipotesi, la retrocessione in Lega Pro con susseguente penalizzazione è uno spauracchio dal quale è impossibile – al momento – smarcarsi. Perché dovesse essere riconosciuta la responsabilità diretta, com’è allo stato attuale delle cose, non vi sarebbe scampo. Lo scenario più devastante è quello legato alla possibile radiazione del club etneo: ma, oggi, è troppo presto per potere farne argomento di discussione. E le cassandre non servono: serve, semmai, capire. Capire come divincolarsi da questo cappio che stringe e preme forte.

Il presidente Pulvirenti attraverso le parole del suo legale ha fatto capire (non servono interpretazioni a riguardo) che intende lasciare la presidenza “al fine di potersi difendere con la massima serenità e di salvaguardare gli interessi della società sportiva”. Nel frattempo, l’inchiesta, così emerso nel corso della conferenza stampa tenuta in Procura a Catania, sarebbe destinata a non fermarsi qua. Anzi, potrebbe allargarsi a macchia d’olio essendo coinvolti anche giocatori di altre formazioni: detta in soldoni, non è affatto escluso che il terremoto investa anche altre società della Lega di Serie B. L’estate torrida è appena all’inizio.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI