Dalla Sicilia a Roma: Micciché e la guerra dei 2 parlamenti

Dalla Sicilia a Roma: Micciché e la guerra dei 2 parlamenti

Il coordinatore regionale di Forza Italia al bivio: Roma o Palermo

PALERMO – Mentre in Sicilia annuncia che non se ne andrà “manco morto”, il nome di Gianfranco Micciché continua a girare, nei tavoli romani, a corredo del braccio di ferro sui sottosegretari.
La “ritirata” di Micciché dal Parlamento regionale resta solo un proposito sospeso tra l’assegnazione dei sottogoverni nazionali e quell’excusatio non petita sul “non farò la guerra a Schifani”.

Cosa c’è in ballo

Il nome di Gianfranco Micciché, che in Forza Italia è quotatissimo, non solo per il passato del 61 a zero, si è incastonato nella trattativa per la vicepresidenza del Senato, ma l’ha spuntata Maurizio Gasparri. E Micciché quella partita l’ha giocata, proprio mentre in Sicilia incontrava i forzisti insieme a colui che, se non è un “nemico”, dovrebbe essere un “nuovo amico”: Renato Schifani.

Le forze in campo

Gianfranco Miccichè ha raggiunto il suo apice all’Ars guidando la crociata estiva contro Nello Musumeci, il gruppo di Forza Italia non poteva non essere schierato con lui. Adesso gli equilibri sono mutati e solo pochissimi degli eletti, con un presidente che alza lo stesso vessillo, sarebbero pronti ad avventurarsi in una crociata “per Gianfranco”, né sull’assessorato alla Sanità, né su altri posizionamenti.

Forza Italia

Contemporaneamente, dentro Forza Italia, è aperta la partita della successione a Micciché nel coordinamento regionale del partito, ruolo che difficilmente potrebbe non essere pianificato con Renato Schifani. E allora torna in ballo quel sottosegretariato, incarico di tutto rispetto, che suonerebbe come un “Promoveatur ut amoveatur”. E Gianfranco lo sa, l’essenza del potere che ha incarnato è qui in Sicilia, tra la sua cara Sala d’Ercole e l’inquilino di palazzo d’Orleans. Solo che Schifani non è Musumeci e a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il diabolico Cateno De Luca, dicendosi, intervistato da LiveSicilia, pronto a sostenere un Micciché candidato alla presidenza dell’Ars. Nel frattempo, sembra proprio che Gianfranco abbia “sconfitto” il suo nemico non facendolo ricandidare, ma abbia anche perso l’impero. O no?


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