Dalla Tunisia col gommone per stare con sua mamma: ricorso

Dalla Tunisia in gommone riabbraccia la madre: ricorso al Prefetto di Catania

Lo ha presentato l’avvocato Giuseppe Lipera

CATANIA – Una richiesta straordinaria al Prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi. È la nuova mossa dell’avvocato Giuseppe Lipera per consentire a Sarah, ventenne nata e cresciuta a Catania ma che ha vissuto per 12 anni in Tunisia – dopo esser stata portata via dal padre contro la volontà di sua mamma – di rimanere qui.

L’avvocato Lipera assiste la mamma di Sarah e la stessa ragazza. E ha deciso di rivolgersi anche alla Prefettura, dopo che il Giudice di pace di Catania si è dichiarato incompatibile. La richiesta è semplice: riconoscere alla sua assistita il diritto di rimanere in Italia. Nel frattempo si aspetta anche la decisione del Tribunale di Catania che dovrà esaminare l’appello contro l’ordinanza del Giudice di Pace.

La denuncia

Il caso ha avuto una discreta eco mediatica nel recente passato. Sarah aveva solo 7 anni quando fu portata via dall’Italia da suo padre contro il parere della mamma. La donna nel 2008 presentò diverse denunce alla Questura di Catania per sottrazione di minore, perché l’ormai ex marito decise di portare via da qui sua figlia. Andò così. La ragazzina fu portata in Tunisia e lì rimase con il padre. Fino a quando, due mesi fa, non ha deciso di sfidare la sorte, di imbarcarsi su un gommone e raggiungere Pantelleria.

Lo ius soli

Una volta giunta in Italia, è tornata a Catania da sua mamma. Nel frattempo però è arrivato l’ordine di lasciare il paese, emesso dalla Questura di Trapani. Secondo l’avvocato Lipera, lo “ius soli” è un diritto “sacro e inviolabile”. E per questo, dato che Sarah è nata in Italia, ha diritto a rimanere qui con la sua mamma che peraltro ha avuto altri tre figli, due maschi e una femmina. Intanto l’ha sempre amata e aiutata. Lo ha fatto anche mandandole dei soldi e tentando in tutti i modi di riportarla qui da lei. Oggi la ragazza vuole vivere con i suoi fratelli e la sua sorellina.

Il diritto internazionale

“La mamma di Sarah risiede a Catania da 23 anni e a Catania l’ha generata e partorita 20 anni fa – scrive l’avvocato -. Possibile che l’Italia debba rimanere così indietro?”. Il legale nel suo ricorso al Prefetto ha citato i casi del Belgio, della Germania, dell’Irlanda e del Portogallo, dove vige uno “ius soli” ma regolamentato: è consentito, in pratica, se la coppia che dà alla luce un figlio risiede da tempo nel Paese.

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