ROMA – Il fisco chiama in cassa i proprietari di immobili (seconde case, le prime sono esenti) che devono versare l’acconto dell’imposta municipale unica, l’Imu. A dicembre poi è previsto il saldo. Un esborso che per i contribuenti pesa per quasi 17 miliardi l’anno. I ritardatari possono comunque pagare ma aggiungendo una somma in più utilizzando il ravvedimento operoso.
Le critiche della Uil sull’Imu
Critica la Uil che mette in evidenza come l’Italia sia del tunno non uniforme con cifre che vanno dai 3.499 annui a Roma ai 1.514 euro di Salerno. Meno della metà. Il sindacato chiede dunque una “riforma strutturale che rafforzi l’attuazione del principio di progressività, riduca la pressione sui redditi da lavoro e da pensione e contrasti con maggiore efficacia l’evasione” e anche un “aggiornamento dei valori catastali”. Un cantiere sempre aperto quello dell’Imu, così come in generale tutto il fisco, e che potrebbe cambiare a breve con gli interventi del legislatore nel Piano Casa.
Che cos’è l’Imu
L’Imu (Imposta municipale unica) è un’imposta patrimoniale italiana che riguarda il possesso di beni immobili. È una delle principali entrate dei comuni e serve a finanziare servizi pubblici locali come la manutenzione delle strade, l’illuminazione pubblica, il verde urbano, la sicurezza e altre attività di interesse collettivo. L’Imu è stata introdotta nel 2012 nell’ambito di una riforma della fiscalità immobiliare e ha sostituito, in parte, precedenti forme di tassazione sugli immobili.
L’imposta è dovuta da chi possiede un immobile a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. In alcuni casi specifici, come per gli immobili concessi in leasing, il soggetto tenuto al pagamento è il locatario. L’Imu si applica principalmente alle seconde case, agli immobili commerciali, ai terreni edificabili e ad alcuni terreni agricoli. Per quanto riguarda l’abitazione principale, la normativa prevede generalmente un’esenzione, purché non si tratti di immobili considerati di lusso.

