Avanza la desertificazione bancaria: chiusi 516 sportelli in un anno

Avanza la desertificazione bancaria: chiusi 516 sportelli in un anno

Quasi la metà dei Comuni italiani è senza filiali
ISTITUTI DI CREDITPO
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ROMA – Prosegue la desertificazione bancaria in Italia. Nel corso del 2025 la rete fisica degli istituti di credito si è ulteriormente ridotta con la chiusura di 516 sportelli, scendendo a quota 19.140 al 31 dicembre, pari a un calo del 2,6%. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Prima Cisl, che fotografa un fenomeno sempre più diffuso e con forti ricadute sociali ed economiche.

Quasi la metà dei Comuni italiani è oggi priva di filiali bancarie: sono 3.457, il 44% del totale, 75 in più rispetto al 2024. Una situazione che riguarda circa 5 milioni di cittadini, privi di accesso fisico ai servizi bancari. Le chiusure non risparmiano neppure i grandi centri urbani: dal 2021 alla fine del 2025 Roma ha perso il 14% degli sportelli e Milano addirittura il 16,1%, percentuali superiori alla media nazionale dell’11,6%.

Sul piano territoriale, le regioni più colpite nel 2025 risultano le Marche (-4,3%), la Toscana (-3,5%), la Calabria e il Veneto (-3,2%). Guardando invece all’incidenza dei Comuni senza sportelli, il quadro è particolarmente critico in Molise, dove l’83,8% dei Comuni è privo di filiali, seguito da Calabria (74,5%), Valle d’Aosta (74,3%), Piemonte (65,8%) e Abruzzo (61,3%). Situazione opposta in Emilia-Romagna, dove il fenomeno resta più contenuto, con l’8,2% dei Comuni senza sportelli.

La nuova ondata di chiusure ha modificato anche la classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari: al primo posto si colloca ora il Gruppo Iccrea, che ha superato Intesa Sanpaolo, seguita a breve distanza da Unicredit. Secondo il segretario generale di Prima Cisl, Riccardo Colombani, sui territori restano spesso solo le banche di prossimità, punto di riferimento essenziale per famiglie e microimprese, mentre i grandi gruppi si orientano sempre più verso il risparmio gestito e la clientela più abbiente. In questo contesto spicca il credito cooperativo a mutualità prevalente, che detiene complessivamente il 21,4% degli sportelli bancari.

Colombani contesta inoltre l’idea che la digitalizzazione giustifichi la riduzione della rete fisica. Nel 2025 l’utilizzo dell’internet banking in Italia, pur in lieve crescita, resta significativamente inferiore alla media europea e lontano dai principali Paesi dell’Unione. A fronte di un 56,4% di italiani che utilizzano i servizi bancari online, in Francia la percentuale sale al 78,3%. Dati che, secondo il sindacato, dimostrano come in Europa possano coesistere alti livelli di digitalizzazione e una rete fisica ben più capillare di quella italiana.


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